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02/06/09

MESSA D’ARGENTO DI MONS CLAUDIO JOVINE. (2008)

MESSA D’ARGENTO DI MONS CLAUDIO JOVINE. 
Mons. Claudio Jovine con il Card. José Saraiva
a Babano di Cavour per il XXV di Ordinazione. 
(foto Archivio)
SCRIVERE dei 25 anni dall’Ordinazione Sacerdotale di mons. Claudio Jovine è riandare a  quella domenica 12 giugno 1983 quando, nella solennità incomparabile della Basilica Vaticana, il Papa Giovanni Paolo II gli imponeva le mani, trasmettendogli con il gesto apostolico il carattere sacerdotale.
Chi ha avuto la grazia di partecipare personalmente a quell’evento non può certo dimenticarlo e tutto, di quel memoorabile giorno, è impresso nella memoria e con servato nel cuore. A 25 anni di distanza possiamo ricordare tanti eventi nella vita del giovane sacerdote che aveva volut o rispondere alla chiamata del Signore, superando molte difficolt à, sicuro che Chi l’aveva chiamato non lo avrebbe lasciato solo nel cammino. Non Martins, a Babano di Cavour per il XXV possiamo dimenticare il servizio pastorale svolto in Diocesi: a S. Ambrogio, a Condove, poi la cura delle parrocchie della Valgravio, Mocchie e Frassinere, quindi Rubiana, ovunque lasciando un segno non effimero e soprattutto conservando un affetto che non si è spento nel passare degli anni.

LETTERA DEL PARROCO (2008)

(Bollettino 2008) 
Carissimi,
l’anno 2008 si è rivelato ricco di avvenimenti particolarmente festosi per la vita della nostra Parrocchia.
Sicuramente il momento più toccante, vissuto con gioia e gustato da tutti, è stato la celebrazione del Giubileo Sacerdotale di mons. Claudio Jovine, illustre nostro concittadino che, pur compiendo il suo ministero a diretto servizio della Santa Sede come Officiale della Congregazione per le Cause dei Santi, torna volentieri a Bardonecchia ogni volta che gli è consentito dai suoi impegni. Abbiamo così rivissuto, domenica 29 giugno, il giorno della sua prima Messa a S. Ippolito, di venticinque anni fa, appena una settimana dopo aver ricevuto la Sacra Ordinazione, nella Patriarcale Basilica di San Pietro, dalle mani di Sua Santità Giovanni Paolo II.
Un buon ricordo lo hanno pure lasciato le iniziative intraprese per festeggiare il 60º di fondazione della Cantoria Parrocchiale, cominciando dall’87º Convegno della Federazione Cantorie Valsusine, svoltosi a Bardonecchia l’8 giugno, proprio con l’intento di sottolineare, in modo del tutto speciale, il compleanno di diamante della nostra benemerita corale. Festeggiamenti proseguiti e conclusi con la festa di Santa Cecilia, anticipata alla domenica 16 novembre.
Desidero ricordare anche la data del 28 dicembre che ha visto il solenne Rito della Dedicazione della chiesa e dell’Altare di Maria Ausiliatrice in Borgonuovo, al termine degli imponenti lavori di ristrutturazione ed ampliamento eseguiti. Si è rivelata una celebrazione grandiosa, ricca di gesti e di simboli, alla quale hanno preso parte molti fedeli incuriositi dalla singolarità della liturgia. Per risalire ad una precedente celebrazione della Dedicazione di una chiesa in Bardonecchia bisogna
andare al 14 luglio 1833, quando l’allora Vescovo di Susa Mons. Antonio Cirio compì il solenne Rito per la nuova chiesa parrocchiale di S. Ippolito, in quanto la Cappella dell’Ausiliatrice, il 18 luglio 1938, da Mons. Umberto Ugliengo, venne solamente benedetta e non consacrata.
A riguardo della vita cittadina sottolineo le corpose celebrazioni indette per il primo secolo di attività della Scuola Materna “Mons. F. Bellando”, ed anche per il centenario di fondazione dello Sci Club Bardonecchia. Di tutto si parla diffusamente nelle pagine di questo Bollettino.
Mentre per quanto concerne la vita della Chiesa in generale, il momento più forte, lo vorrei indicare nel XII Sinodo dei Vescovi, celebrato a Roma dal 5 al 26 ottobre 2008, ripreso dal Convegno Diocesano di Susa nei giorni 17-19 novembre, dal tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, conclusosi con le “Proposizioni” dei Padri Sinodali presentate al Papa. Tra l’altro, nel loro Documento, i Vescovi chiedono a noi Sacerdoti di avere a cuore e di curare con diligenza la celebrazione domenicale della Messa ed in particolare i contenuti dell’Omelia, affinché la Parola di Dio, nutrimento della nostra fede, sia conosciuta ed apprezzata dai fedeli in tutta la sua ricchezza.
L’invito, più che legittimo dei Vescovi, si scontra, talvolta, con la frettolosità e la formalità, ancora presenti in tanti cristiani, verso la Messa domenicale, accolta, non sempre, e non da tutti, come l’incontro con Gesù e con la Sua Parola che salva, bensì considerata, magari inconsciamente, come un dovere di coscienza, un’abitudine acquisita e un po’ banalizzata a guisa di una tassa da assolvere. Disposizioni d’animo che non permettono al Vangelo, quindi a Gesù Cristo, di sedimentare ed entrare in profondità per trasformare ed arricchire il cuore e la mente.
La Messa se vissuta con gli occhi puntati sull’orologio, magari scalpitando per la fretta, si riduce a un “fast-food” che assai difficilmente porta frutti di autentica maturazione spirituale.
È lodevole, quindi, il richiamo dei Padri Sinodali che mira alla serietà e alla maturità nell’ascolto della Parola di Dio. A noi è chiesto di raccogliere i loro accorati consigli a “farci del bene”, nella certezza che 45-50 minuti di Eucaristia domenicale sono, di per sé, il tempo minimo per dare una veste di serietà alla nostra formazione spirituale.
È tempo speso bene. Tempo usato per conformare il nostro ragionare al ragionare di Cristo e, all’opportunità, per saper dare alle nostre coscienze un giudizio critico e bene soppesato circa il pensare del mondo, spesso così distorto, ingannevole, che va a discapito della dignità dell’uomo.
Con viva cordialità.
IL PARROCO
don Franco Tonda

FESTA PATRONALE DI S. IPPOLITO (2008)

FESTA PATRONALE  DI S. IPPOLITO
Arrivo delle autorità: il Presidente della Provincia di Torino dott. Antonio Saitta.
(foto t.col. de Franceschi)

Sacerdoti e fedeli accolgono e salutano il Vescovo di Susa. (foto t.col. de Franceschi)
L’orazione a Sant’Ippolito proclamata dal Vescovo introduce la celebrazione patronale.
(foto t.col. de Franceschi)

È tornata puntuale, mercoledì 13 agosto, cuore dell’estate, la festa patronale di Sant’Ippolito, da  sempre sentita non solo dai bardonecchiesi, ma anche dai villeggianti e turisti che in questo periodo trascorrono qualche giorno lontano dal trambusto e dall’afa delle grandi città.
Uno splendido sole ha accompagnato i fedeli, via via sempre più numerosi, che si sono recati nell’ottocentesca chiesa parrocchiale per onorare la memoria liturgica di uno dei primi martiri della storia della Chiesa.

Vita della Parrocchia (2008)

CELEBRAZIONI DI INIZIO ANNO. 
Il nuovo anno incomincia all’insegna di una bella giornata di sole e con tanta neve sulle piste, per la gioia degli sciatori e degli innumerevoli villeggianti e turisti che, in questi giorni, affollano Bardonecchia. Si calcolano dalle quaranta alle quarantacinquemila presenze. Alla Messa di Capodanno si fa ricordo della 41ª Giornata mondiale della Pace, dal tema voluto dal Papa:“Famiglia umana, comu- nità di pace” . Le celebrazioni proseguono domenica 6 gennaio con l’Epifania e la testimonianza di fede dei Magi. Sono valorizzate le parole del Papa sull’emergenza educativa: «Per non restare bloccati di fronte alla vita, annoiati o violenti, in balia delle mode o del potere, occorre ricostruire e difendere i luoghi dell’educazione. Anzitutto la famiglia, con la scuola e la Chiesa, possono dare il loro contributo per introdurre i giovani alla realtà e al suo significato, mettendo a frutto il loro patrimonio che viene dalla nostra tradizione culturale».

01/06/09

PAPA PIO XII EUGENIO PACELLI (2008)

FIGURE SCOMPARSE

PAPA PIO XII EUGENIO PACELLI
nel 50º della morte (1958-2008)

«Tu fosti il “Pastore Angelico” e ci guidasti ai pascoli dell’eterna vita: tu fosti il difensore della patria nostra, nelle sue ore più tragiche: siilo ancora, o Pontefice Pio, siilo sempre, o fiore, o gloria della gente Italica: siilo sempre e benedici le nostre famiglie, i nostri sacerdoti, i poveri, i sofferenti»  (Beato  Giovanni XXIII, Papa) .


«I non pochi interventi da lui compiuti in modo segreto e silenzioso proprio perché, tenendo conto delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, solo in tale maniera era possibile evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei». (...)
«Tanto si è scritto e tanto si è detto – su Pio XII – e non sempre sono state poste nella giusta luce i vari aspetti della sua multiforme azione pastorale». (...) «La sua condotta è stata riconosciuta ed apprezzata durante e dopo il tremendo conflitto mondiale da comunità e personalità ebraiche che non mancarono di manifestare la loro gratitudine per quanto il Papa aveva fatto per loro»
(da alcuni interventi di Papa Benedetto XVI) .

«Com’è noto il problema dei “silenzi” nacque nel 1963, in seguito a un’opera teatrale “Il Vicario” di Hochuth»  (Marco Tosatti) .


Il Cenacolo Domenicano: Sr. Tommasina Maira (2008)

Il Cenacolo Domenicano

Non so quanti, bardonecchiesi o villeggianti, saprebbero identificare con il nome proprio di  Villa Ave Maria  quello che, correntemente, è sempre stato designato come  Il cenacolo.  Ancora oggi, se non altro, ne è rimasto oltre all’edificio almeno il nome  Residence il Cenacolo,  nel cuore di Via Medail. Una bella realtà che teniamo in benedizione, in tanti.

Suor Tommasina, ai tempi in cui
era a Bardonecchia.
Bardonecchia, nel suo piccolo, presentava particolare attenzione al mondo giovanile, già a quei tempi. Basti pensare che oltre all’Istituto Frejus ideato da Valentini, come scuola superiore esisteva anche la Scuola alberghiera per diversi anni, prima al Savoia e poi all’hotel Frejus, dove il maggiore Pegoraro fu docente e direttore. Ne ho conosciuto personalmente il segretario che venne a lavorarvi da Roma, Emilio Maltinti, che poi tornato nella capitale vi aprì un rinomato negozio atelier di moda, in via di Fontanella Borghese. Inoltre, a fianco della Scuola media, in cui molti di noi si sono svezzati alla cultura, guidata dalla mitica preside professoressa Emma Ricchezza Aliprandi, a garanzia della stabilità e serietà dell’istruzione, sorse la Scuola di avviamento. Nel 1954, infatti, Bardonecchia vide la fondazione di una casa religiosa chiamata  Cenacolo Domenicano, presso la Villa Rigoli.





01/05/09

LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE (2008)

                                                                                        
LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE
DOMENICA 28 dicembre 2008, alle ore 16, ha avuto luogo il Rito della Dedicazione della chiesa di Maria Ausiliatrice e dell’altare, compiuto da S.E. Mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo di Susa.
Si tratta di un grandioso ampliamento fortemente caldeggiato dal Vescovo stesso, progettato con indubbia professionalità e attenzione nel mantenere – per quanto possibile – lo stile montano del precedente edificio, dall’arch. dott. Marcello Caretta in collaborazione con la figlia arch. dott. Irene, e seguito nelle varie e difficili fasi di attuazione dalla tenacia e competenza del Rettore della chiesa mons. Luciano Vindrola, a seguito della concessione edilizia rilasciata dal Comune in data 19 dicembre 2006. Della costruzione primitiva, l’attuale progetto, ha conservato la parete di via Montenero con il suo grazioso campaniletto e, dopo aver rimosso il vecchio tetto con copertura in lamiere e demolito le restanti due pareti, ha previsto l’ampliamento, con accesso principale posto sulla facciata, oltre alla porta laterale per i portatori di handicap e quella secondaria che dà accesso alla cappella posteriore. La Ditta CONPIEM. di Torino, diretta in cantiere dall’ing. Lucio Giordano, ha lavorato alacremente ed eseguito il lavoro in poco più di un anno.

I NOSTRI PELLEGRINAGGI (2008)


...IN FRANCIA dal 15 al 20 settembre 2008:
“Sulla scia dell’Immacolata Concezione a LOURDES e PARIGI”

Il pellegrinaggio parrocchiale di Bardonecchia del 2008 ha come destinazione la Francia e don Franco ha voluto collegare le due mete mariane dell’Immacolata Concezione: Lourdes, a 150 anni dalle apparizioni della Vergine a S. Bernadette Soubirous, e Parigi, dove S. Catherine Labouré ebbe le storiche visioni della Vergine in Rue du Bac nel 1830.
Percorso Giubilare. Rue des Petits Fossés, nei pressi del Cachot.
(foto Lidio Tancini)
Lunedì 15 settembre , la giornata inizia in chiesa alle ore 5,50 con la celebrazione della Messa, poi tutti di corsa sulla piazza del mercato dove c’è il pullman che ci attende e alle 6,30 puntualissimi si parte. Dopo 370 chilometri facciamo tappa a Nimes per il pranzo; in serata, finalmente, giungiamo a Lourdes per la cena ed il pernottamento; i meno stanchi, dopo il pasto vanno a fare un breve saluto alla Grotta. Verso le 21,30 entriamo dal cancello di S. Giuseppe nel “domaine de la Grotte”, acquistato dal Vescovo di Lourdes fra il 1862 ed il 1867: luogo di preghiera, di riflessione, di silenzio. Davanti a noi, rivolta verso la vasta piazza del Rosario, appare la statua della Vergine Incoronata tutta illuminata al centro di un’aiuola fiorita. Alle sue spalle c’è il viale della Spianata lungo il quale si snodano le processioni di Lourdes.

GIUSEPPE BOTTA (2008)

L’on. Giuseppe Botta. (foto t.col. de Franceschi)

Ricordo
dell’ON. GIUSEPPE BOTTA:
l’on. Botta e Bardonecchia 

Martedì 9 dicembre è serenamente spirato nella sua abitazione torinese l’onorevole Giuseppe Botta. Aveva 83 anni. Con lui scompare una figura eminente di uomo politico, un pezzo di storia della politica piemontese ed italiana, un autentico “cavallo di razza” democristiano, tra i più in vista della prima Pepubblica. Alla politica fu iniziato dall’on. Giovanni Bovetti, padre costituente, deputato e sottosegretario, il suo vero maestro. Nel 1965 il suo primo incarico di spicco, da consigliere della Provincia di Torino ad assessore alla viabilità che sarà il tema ed anche la vocazione della sua vita   politica. Venne eletto poi deputato al Parlamento e lo sarà per ben sette legislature consecutive: un vero record! Fu presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici e per questo fatto tutte le opere pubbliche passarono attraverso di lui, compreso il traforo stradale del Frejus e l’autostrada A 32 che attraversa la Valle di Susa.
L’on. Botta con altre autorità in attesa della Messa di S. Ippolito.
(foto C. Goggia)
Vicino alla nostra valle fu in particolare unito a Bardonecchia da vincoli non casuali e il titolo di queste righe non vuole essere esclusivo e riduttivo – “L’on. Botta e Bardonecchia” –, ma esprimere il legame tra il parlamentare e il nostro paese. Non solo qui aveva la casa dove soggiornava con la consorte e i figli, ma era partecipe attivo della vita civica e annoverava numerose amicizie: lui si ricordava di tutti, perché aveva un archivio di queste persone e non gli sfuggiva nessuna data, sia lieta che triste.
Cattolico fervente, non nascondeva la sua fede ma la praticava con sincerità, senza ostentazione o falsi pudori. Non mancava mai alle principali festività e, soprattutto a S. Ippolito, la sua presenza spiccava tra le autorità presenti alla celebrazione patronale, momento importante nella vita civile e religiosa del nostro paese, e così fino a due anni fa.
Fu, in anni non più recenti, per un mandato, consigliere comunale di Bardonecchia; sempre sollecito a favorire le soluzioni ad ogni problema che gli fosse segnalato, in considerazione del suo Ufficio di sottosegretario ai Lavori Pubblici, come allora veniva chiamato. Attento ai problemi del nostro Comune soprattutto nell’ambito della viabilità, dei problemi idrogeologici e frane.
La notizia della sua scomparsa ha destato naturalmente profonda impressione in tutti e una rappresentanza di Bardonecchia è stata presente ai suoi funerali svoltisi a Torino.
Il suo ricordo rimarrà vivo nella vita della nostra comunità.

PADRE GIANPIETRO ACCOSSATO (2008)

(di seguito: l'articolo "La morte di PADRE DIEGO PAVARINO")
*  *  * 

Padre Gianpietro Accossato. (foto Lidio Tancini)
PADRE GIANPIETRO ACCOSSATO
un frate semplice, generoso e allegro
Un frate dev oto, semplice e sempre disponibile, nativo di Cellarengo (AT). Negli anni trascorsi al Convento di Bardonecchia, assieme a fra Stefano, ha saputo farsi benvolere e cercare da tanta gente alla quale sapeva offrire speranza e, a tutti, donare una buona parola di fede e di fiducia nelle difficoltà della vita. Possedeva nel suo animo la gioia  serafica, sull’esempio di San Francesco, che manifestava attraverso il carattere allegro e sempre sorridente. Sentiva molto la stima verso il Sacerdozio di cui era rivestito e, oltre alla celebrazione della Santa Messa, sapeva rendersi utile alle anime aiutandole e invogliandole ad accostarsi al sacramento della Confessione. Aveva forte in sé il senso di Dio che benedice l’uomo, facendosi interprete di ciò, nell’elargizione di devote benedizioni ai tanti fedeli che lo cercavano particolarmente per questo motivo. Non di rado, nei momenti liberi dalle attività del Convento, lo si poteva incontrare alla guida della “panda” rossa, diretto a far visita a qualche famiglia, oppure salire in montagna, dove, dopo averla parcheggiata, proseguiva a piedi alla ricerca di funghi e piante medicinali. 
Padre Gianpietro in una concelebrazione in Parrocchia.
Accanto a lui, in basso, fra Stefano. (foto Lidio Tancini)
Il suo ricordo andava spesso ai luoghi di missione in Bolivia, dove aveva speso gli anni più intensi della sua vita a servizio di tanta povera gente. Da qualche tempo era ricoverato all’infermeria dei frati a Torino, presso la parrocchia di San Bernardino in Borgo S. Paolo, dov’è mancato nella notte di venerdì 16 gennaio 2009. Se ne è andato in punta di piedi, senza fare rumore, così com’era vissuto. La sepoltura, presieduta dal Provinciale p. Gabriele Trivellin nella mattinata di lunedì 19, ha visto la presenza di un nutrito gruppo di frati concelebrare la Messa, di molti fedeli ed anche di una piccola rappresentanza proveniente da Bardonecchia.

MONS. IANNUCCI, amico di Bardonecchia (2008)

L’Arcivescovo Metropolita di Pescara
MONS. IANNUCCI, amico di Bardonecchia
Il suo rapporto con Bardonecchia
La penultima volta che lo vidi fu nel novembre del 1992, quando andai a prenderlo a Porta Nuova, a Torino, per accompagnarlo a Bardonecchia, dove Mons. Iannucci nell’arco di quasi 50 anni era già stato tante volte. Questa però era una circostanza diversa e triste, veniva a celebrare il trigesimo della morte di un grande amico, fin dai tempi della gioventù al Collegio Capranica di Roma, di cui erano entrambi alunni come seminaristi. Si avvertiva il grande dolore che gli causava l’evento, ma che non stemperava la sua serenità e gioia di appartenere al Signore. In questo molto simile a don Bellando che diceva: “
Sono nato per essere sacerdote ”, anche se avrebbe potuto fare altre e brillanti carriere. Volle andare subito alla sua tomba e pregammo a lungo insieme, anche per Patrizia – di cui sapeva ogni cosa – e i genitori di don Francesco, che lui aveva conosciuto e di cui ricordava aneddoti e caratteristiche, quando li frequentava al Savoia, venendo a trovare il compagno Francesco Bellando. Terminammo con un solenne De Profundis, non senza qualche lacrima e mi fece impressione, molta, anche perché l’Arcivescovo Iannucci era un omone grande e grosso, dalla presenza imponente.

28/04/09

L’ANGOLO FILATELICO (2008)

Cartolina ed Annullo celebrativo
dei 60 anni della Cantoria

Le celebrazioni per il centenario di fondazione dello Sci Club Bardonecchia, apertesi sul finire del 2007, hanno tro vato una degna conclusione nel successivo mese di marzo con lo svolgimento dei campionati italiani assoluti di sci.
Cartolina con Annullo Speciale per il Centenario 
di fondazione dello Sci Club Bardonecchia.


Il 29 e 30 marzo l’Associazione dei Circoli e sezioni filateliche di Torino e provincia, di concerto con la direzione dello Sci Club ed il supporto e contributo della Pro Loco e Comune di Bardonecchia, ha allestito presso il Palazzo dei Congressi (sala Giolitti) una mostra filatelica ad invito sul tema dello sci e degli sport invernali che ha riscosso un notevole successo presso il pubblico che è intervenuto a vario titolo nelle due giornate. Un annullo postale speciale concesso da Poste Italiane, illustrato con il bel logo del centenario, e svariate cartoline celebrative appositamente prepa- rate hanno arricchito la giornata di sabato 29 marzo.
Con lo slogan “60 anni di musica insieme” il successivo 8 giugno ha visto ricordato un duplice avvenimento: l’87º convegno della Federazione Diocesana Cantorie valsusine ed il 60º anniversario della Cantoria parrocchiale di Sant’Ippolito. La Divisione filatelia di Poste Italiane, oramai “di casa” a Bardonecchia, ha aperto u no sportello temporaneo, dotato di annullo speciale illustrato con un particolare dei due campanili di Sant’Ippolito ed una chiave di violino. Il servizio ha funzionato al mattino in un locale della Parrocchia per poi trasferirsi nel primo pomeriggio al Palazzo dei Congressi dove è stato preparato u n ricco pranzo per tutti i partecipanti al convegno. Se nell’occasione non si è organizzata la rassegna filatelica ovviamente non è potuta mancare la pubblicazione di una cartolina ricordo molto apprezzata dal pubblico.
La filatelia a concorso il successivo 5 e 6 luglio torna protagonista presso il Centro congressi del Palazzo delle Feste in occasione dello svolgimento della semifinale serie cadetti del 13º campionato italiano che ha visto concorrere collezionisti provenienti da Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.
Due, come le cartoline ricordo, gli annulli speciali impiegati da Poste Italiane il 5 luglio. Il primo, celebrativo del Campionato di filatelia, vuole anche riparare ad una “omissione” quasi inspiegabile: riproduce, infatti, la facciata “liberty” del quasi centenario Palazzo dei Congressi, mai apparso prima in formato annullo. Il secondo non poteva non ricordare che la Parrocchia di Sant’Ippolito è consacrata da 175 anni e – per non ripetersi – si è pensato questa volta di riprodurre alcuni particolari del polittico a due ante con la Vergine in maestà incoronata da angeli, dai santi e i patroni della chiesa di Sant’Ippolito e San Giorgio (anonimo), di recente restaurato.
Giacomo Mancini

21/04/09

DALLE ASSOCIAZIONI (2008)

GRUPPO CARITAS 
AVIS COMUNALE BARDONECCHIA
G.I.S. - GRUPPO INTERVENTO SOCIALE
CROCE ROSSA ITALIANA - BARDONECCHIA 
ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI SEZIONE ALTA VALSUSA
GLI  ALPINI DI BARDONECCHIA E IL PICREAUX 
O.F.T.A.L. - OPERA FEDERATIVA TRASPORTO AMMALATI LOURDES GRUPPO DI BARDONECCHIA



GRUPPO CARITAS

IL GRUPPO CARITAS della nostra Parrocchia si inserisce nel numero delle varie Associazioni di volontariato esistenti a Bardonecchia che, in forme diverse, si integrano a vicenda per porgere il loro aiuto alle persone in difficoltà. Il servizio compiuto dalla Caritas, per mantenere il necessario riserbo e anonimato di coloro che si avvicinano ad essa, è assai discreto e, pur lavorando ininterrottamente, di solito i suoi interventi non sono appariscenti, non fanno rumore, secondo le parole evangeliche di Gesù: «Non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la mano destra». Il lavoro del piccolo e industrioso Gruppo è continuo, quasi quotidiano, e si esprime in molteplici attività. Vi è innanzitutto un impegno diretto a reperire ciò che serve alle finalità del Gruppo stesso. Questo avviene: per gli alimenti, con l’annuale Colletta alimentare (in collaborazione con altri Gruppi), il rifornimento trimestrale presso il magazzino della Parrocchia e conseguente distribuzione a famiglie in necessità; per gli indumenti, con la raccolta continua di quanto portato al Centro dalle persone e successiva distribuzione al giovedì; per il denaro, con gli introiti della Bancarella Caritas di via Grandis, delle due Bancarelle estive di oggetti artigianali sulla piazza della chiesa, e di un contributo comunale. Gli introiti per l’anno 2008 di Euro 5.360, vanno sotto le seguenti voci: avanzo amministrazione 2007 200; Contributo Comunale 700; Bancarella via Grandis 2.710; Bancarelle estive in piazza 1.500; da Privati 250.

20/04/09

I Nostri Giovani (2008)


 I NOSTRI GIOVANI


 In preparazione (immagini mancanti)
GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(9-26 luglio 2008)

«Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della Terra» (Atti 1,8).      Questa frase, tratta dagli Atti degli Apostoli, è stato il perno centrale dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù che si è svolta a Sydney e alla quale hanno partecipato quattro ragazzi di Bardonecchia: Stefano, Giacomo, Irene e Andrea.
«Noi ci siamo aggiunti ad altri nove partecipanti della nostra Diocesi e sotto la guida di don Antonello Taccori, nostro viceparroco, ci siamo immersi in questa grandissima esperienza e in questo lungo viaggio di pellegrinaggio fino agli estremi confini della Terra!

10/02/09

LE PAGINE DELLE FRAZIONI (2008)


     in questo spot     :
Lettera del Parroco
Notizie dal museo
Nomadelfia a Bardonecchia: quando conobbi don Saltini
Il pane benedetto
(Simone del Savio) Il piccolo corista di Melezet ha fatto strada...
Ricordo di Gildo Nuvolone
I restauri della chiesa di S. Lorenzo
Fotografare gli animali... un arricchimento interiore senza confini!
“Arboreto Selvatico”: Eugenio Bolley espone
Doppio furto alle cappelle di Millaures
Festa al Cotarlau
Restauri alla cappella di San Claudio
Strettoia di Millaures
Furti nelle cappelle
Sant’Andrea 2008
Ricordare Rochemolles, 25 anni dopo
Il gipeto Argentera è tornato in libertà

Lettera del Parroco
Il Bollettino si apre, per consuetudine, con questa “Lettera del Parroco”, nella quale si possono trattare vari argomenti, ma in generale ci si limita all’orizzonte delle nostre comunità.
Vorrei, ancora una volta (non è una novità, purtroppo!) tornare sul problema della mancanza di sacerdoti, perché in questi ultimi tempi si è fatta più grave e con conseguenze pratiche per la vita delle nostre parrocchie.

Forte Bramafam, un sogno divenuto realtà


FORTE BRAMAFAM - Veduta aerea
Costruito tra il 1874 ed il 1889 sul colle che domina la conca di Bardonecchia, il Forte Bramafam venne concepito allo scopo di proteggere lo sbocco della Galleria del Frejus da eventuali puntate di truppe francesi che non fossero state arrestate dai sistemi di distruzione interni al tunnel ferroviario.

Don Vachet (2008)

(indagine ...ritardata di un crimine)
(2ª parte -La  Parte prima - sul Bollettino 2007)

Abbiamo trattato, nel Bollettino Parrocchiale dello scorso anno, dell’efferato, inspiegabile ed irrisolto delitto che portò alla morte del settantaquattrenne parroco di Bardonecchia don Giuseppe Maria Vachet, trafitto da 11-12 stilettate al fianco sinistro nella sua stanza da letto, la notte del 20 agosto 1868. In quella puntata, come in questa, si fa’ spesso riferimento a fatti comprovati da documentazione certa che non trova spazio sufficiente in queste pagine ma che è reperibile e consultabile in originale negli archivi della Parrocchia o in quelli della biblioteca vescovile di Susa. Si diceva delle difficoltà incontrate da don Vachet nel realizzare la nuova chiesa; queste difficoltà sarebbero vieppiù aumentate per quel che riguardava la successiva manutenzione se le autorità ecclesiastiche, alquanto previdenti, non avessero creato un sistema per ricavare denaro. Infatti già dal 475 d.c. Papa Simplicio prima e successivamente Papa Gelasio I (499) introducevano l’istituto della  fabbriceria,  organo che amministrava il patrimonio di una chiesa, per la conservazione e manutenzione del manufatto (la  fabrica ecclesiae ) e per le spese del culto. (Non si pensi che fosse un ente di poco conto, infatti era provvisto di un consiglio di amministrazione nominato, d’intesa con l’autorità ecclesiastica, dal Ministro dell’Interno e dal Prefetto, col divieto,  all’art. 29 , di ingerirsi nei servizi di culto . L’attivo era costituito dalle donazioni di privati, dalle rendite di immobili e terreni, dal ricavato delle messe dedicate e quant’altro. Nel 1875, set te ann i dopo la scomparsa di Don Vachet, Don Tournoud Jean Baptiste, suo successore, redigeva una minuziosa statistica del patrimonio parrocchiale conservato negli archivi). Si tenga presente che all’epoca non esistevano banche in questi piccoli paesi, per cui le fabbricerie ne svolgevano ufficialmente le funzioni, anche se in un modo tutto particolare.

Bardonecchia nella 1ª Guerra Mondiale


I combattenti di Bardonecchia nella 
1ª Guerra Mondiale (1914-’18)

In loro ricordo nel 90º anniversario dalla fine del conflitto
Illustrano l’articolo alcune foto in rappresentanza di tutti i soldati bardonecchiesi che partirono per la guerra ( N.d.R. ).

«[...] Questo è l’Isonzo e qui meglio mi sono riconosciuto una docile fibra dell’universo
[...] Questa è la mia nostalgia che in ognuno mi traspare ora ch’è notte che la mia vita mi pare una corolla di tenebre» (Giuseppe Ungaretti -  I Fiumi  - Trincee del Carso - 16 agosto 1916)

Nel 2008 ricorre il 90º anniversario della fine del Primo conflitto mondiale, poiché il 4 novembre 1918, all’indomani della vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto e della firma dell’armistizio da parte dell’Austria-Ungheria, terminarono le ostilità su tutto il fronte italiano. Ed è pensando al tempo trascorso da quel giorno che si è deciso di dedicare ai nostri coraggiosi concittadini che hanno partecipato alla “Grande Guerra” questo affettuoso ricordo, poiché essa richiese un tributo di giovani vite anche a Bardonecchia.
Remigio Bompard (papà di Milena e Nella Bompard
Dalla documentazione in nostro possesso risulta che circa un centinaio di abitanti del paese e delle sue frazioni partirono dalle montagne che conoscevano e amavano, chi alpino, chi fante, chi bersagliere, chi artigliere, per le zone di guerra: di essi ventisette morirono, sui campi di battaglia o per malattia contratta al fronte, lasciando vedove, orfani, padri e madri senza conforto e senza sostegni, in una realtà ancora rurale e sostanzialmente povera. Coloro che tornarono salvi ebbero l’animo segnato per sempre dal  ricordo indelebile della guerra di trincea, dei commilitoni morti, del freddo e della fame che patirono. Ancora oggi i lricordi, narrati dai figli e dai nipoti, parlano del dolore incancellabile provato dal momento in cui, nel furore delle battaglie, furono costretti ad uccidere e ad assistere a vere e proprie carneficine, ma parlano anche di eroismi, di grande solidarietà e di altruismo.
Tra le valorose gesta dei soldati bardonecchiesi e valsusini si annovera la gloriosa conquista del Monte Nero, la cui vetta (2.245 metri), ora in territorio sloveno, si trova tra le conche di Plezzo e Tolmino, in quella che era una posizione strategica per le sorti della guerra italo-austriaca: all’alba del 16 giugno 1915 gli alpini del Battaglione Exilles (appartenente al III Reggimento Alpini), del quale facevano parte molti dei soldati bardonecchiesi che qui omaggiamo, al comando del capitano Arbarello e del sottotenente Picco (che morì in questa valorosa azione), espugnarono le difese austroungariche assicurando così all’Italia il con trollo del massiccio montuoso.

LE MEMORIE DI UN GIOVANE MONTANARO


LE MEMORIE DI UN GIOVANE MONTANARO

All’inizio del Settecento Bardonecchia, che apparteneva alla Francia da 350 anni – da quando cioè aveva cessato di esistere il Delfinato autonomo – era abitata da circa 180 famiglie e 800 persone: un altro migliaio di abitanti era distribuito nei paesi della conca, le odierne frazioni di Rochemolles, Melezet, Les Arnauds e Millaures.
In particolare a Millaures viveva una cinquantina di famiglie, tra cui quella del giovane Joseph Guiffre, che, come tutte, viveva delle magre risorse agro-pastorali di una montaga di nove mesi di inverno e tre mesi di inferno. Il nome di questo montanaro è giunto fino noi poiché egli aveva l’abitudine di annotare in un quadernetto gli avvenimenti del paese e della famiglia. Si tratta di annotazioni che partono dal 1703 e che ci offrono un contributo diretto, a tratti commovente, per rievocare – al di là dei resoconti ufficiali – gli eventi di cui ricorre il terzo centenario: accanto alla “grande storia”, di cui Bardonecchia visse in quel tempo una breve pagina, la “piccola storia”, quella che si conserva attraverso la testimonianza di un uomo qualunque, alle prese con i suoi problemi di quotidiana sopravvivenza. Cominciamo a scorrere il memoriale, nella traduzione dal francese, a partire dal 1706, anno del quale il Guiffre ricorda un solo evento, che evidentemente lo ha molto impressionato:
A sinistra: il duca di Savoia Vittorio Amedeo II.
A destra: il generale Otto Rehbinder. (collezione A. Bianco)



«Nell’anno 1706, il 12 maggio, alle nove e mezza del mattino il sole si è oscurato, la luce del giorno è scomparsa di colpo e si potevano vedere le stelle come di notte. Io e mio fratello Jean Pierre, che lavoravamo a Bardonecchia alla costruzione di un muro nel giardino di Jean Nevache, abbiamo dovuto smettere il lavoro perché non ci vedevamo più. Quando il sole si è oscurato faceva molto freddo, poi è cominciato a riapparire il giorno come se fosse l’aurora, e il sole era così accecante che non vi si poteva rivolgere lo sguardo».

1708-2008: Bardonecchia italiana


1708-2008: terzo centenario di Bardonecchia italiana

Sabato 2 agosto 2008, alle ore 18, al Palazzo delle Feste, con la sfilata del picchetto d’onore del Reggimento Fanteria d’ordinanza Piemonte, Alessandro Bianco e Giancarlo Melano hanno presentato “Dalla Savoia una sortita a Bardonecchia. La voce di un protagonista”, letture dal diario di Joseph Guiffre di Millaures (anni 1706-1713), accompagnate da proiezioni (carte geografiche antiche, immagini dei luoghi, ritratti dei personaggi). Sottofondo e stacchi da musiche d’epoca fornite da “Torino 1706”. Ha coordinato Maria Luisa Tibone e concluso Gustavo Mola di Nomaglio.
Domenica 3 agosto alla Tour d’Amun sei artiglieri e dieci fucilieri del Reggimento d’ordinanza Piemonte e del Corpo Reale d’artiglieria rievocano gli eventi con sparo del cannone.
Si è così celebrata la lenta occupazione delle Valli alpine. Per strappare alla Francia il presidio delle Alpi piemontesi (Susa, Exilles, Fenestrelle) la prima mossa è stata la riconquista di Susa. La città si è arresa il 22 settembre 1707 al principe Eugenio, tornato dalla Provenza. Chiomonte è stata occupata e la Cittadella di Susa è caduta il 3 ottobre, poi l’esercito è passato ai quartieri invernali ed il principe ha lasciato per sempre il Piemonte. Nel 1708 Vittorio Amedeo, preso il comando dell’esercito, è passato dal
Moncenisio nella valle savoiarda dell’Arc e a fine luglio ha occupato Bardonecchia. Di qui è sceso sul Forte di Exilles del quale ha avuto ragione il 12 agosto. In Val Chisone il Forte Mutin (l’attuale Forte di Fenestrelle non era ancora stato costruito) si è arreso al generale Rehbinder il 31 agosto. Vengono così conquistati gli escartons di Pragelato e di Oulx, preludio allo spostamento ufficiale del confine sullo spartiacq ue. Sono queste le Valli Olimpiche  del 2006.
Pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Alessandro Bianco, che ha suscitato molto interesse. 
(Maria Luisa Tibone)