Tutti i bollettini sono disponibili in formato PDF nella pagina
La Parrocchia di Sant'Ippolito: Bollettini Parrocchiali (bardonecchiasantippolito.blogspot.com)
La Parrocchia di Sant'Ippolito: Bollettini Parrocchiali (bardonecchiasantippolito.blogspot.com)
Tutti i Bollettini pubblicati (1944-2020) sono nella Pagina
Carissimi, questo Bollettino Parrocchiale “Bardonecchia e le sue Frazioni”, come si può intuire dalla foto di copertina, porta, un ampio inserto dedicato al 150° anniversario dell’apertura del Tunnel Ferroviario del Frejus.
Il Bollettino Parrocchiale 2020
E' in distribuzionePrendendo spunto dal brano evangelico di Matteo 28,20, in
cui Gesù afferma: “Non Temete, io sono con voi”, invita ad accogliere la fede anche
quando, come in questo tempo di coronavirus, può essere messa alla prova e di “credere
senza riserve all’impossibile di Dio”. La preghiera é l’elemento decisivo per rinsaldare
la fede. La nostra fede si radica, si consolida e cresce a partire dalla preghiera
eucaristica, il Mistero per eccellenza della fede. Per alimentarla bisogna poi attingere
a fonti diverse: la Parola di Dio accolta, meditata e proclamata; l’insegnamento
della Chiesa; la preghiera delle Ore; il Rosario…
Nella seconda parte, la Lettera, al primo capitolo
tratta della famiglia “piccola chiesa domestica” che deve svolgere il suo compito
in collaborazione con la Parrocchia e la scuola.
L’Arcivescovo volge poi lo sguardo sui “giovani,
le sentinelle del mattino”. Si ravvisa la necessità di partire da un più mirato
impegno pastorale legato al sacramento della Cresima. I ragazzi di questa età esigerebbero
di catechisti giovani e capaci di intessere un rapporto meno scolastico e più ami-
cale e coinvolgente sul piano delle attese proprie dell’adolescenza… Questo è
il vero, incomparabile educatore che indica la via da seguire con la forza dello
Spirito per personalizzare i rapporti con i ragazzi, gli adolescenti e i giovani
e ristabilire con ognuno un rapporto ricco di umanità e di amicizie vere e profonde.
Il terzo capitolo porta il titolo “I poveri,
i nostri padroni”, in cui afferma che Gesù concretizza le Beatitudini nel farsi
prossimo ad ogni uomo, assumendone necessità, malattie…, coniugando giusti- zia
e carità. In una società giusta ci sarà sempre bisogno della carità. Nel più bisognoso
incontriamo Cristo e in Cristo incontriamo Dio. Il capitolo è arricchito da una
sorta di appendice in cui l’Arcivescovo sviluppa vari argomenti e afferma: “Desidero
mettere il mio cuore a fianco di chi ha fatto fatica a ‘stare a casa’, perché una
casa non ce l’ha…, a fianco di quello delle persone straniere…, a fianco di quello
dei carcerati…, a fianco di quello delle tante famiglie provate dalle fatiche economiche…,
a fianco di quello dei fratelli più emarginati”.
La Lettera Pastorale chiude con il capitolo
“Il lavoro e la dignità di ogni persona”, in cui approfondisce il concetto che il
lavoro fa parte della vocazione fondamentale della vita, che ogni persona riceve gratuitamente e gratuitamente dovrebbe restituire.
La professione e l’impegno lavorativo, nei diversi ambiti propri del lavoro, rappresenta
una frontiera difficile, ma decisiva, perché la Chiesa possa portare l’annuncio
di Cristo e la testimonianza del Vangelo dentro il vissuto concreto delle persone
e incidere positivamente per orientare in senso cristiano i cambiamenti culturali
e sociali in atto nel mondo. Il lavoro manca… e rappresenta una di quelle croci
che attanagliano l’esistenza di tante famiglie e singoli imprenditori e lavoratori.
Il lavoro é diventato per molti un incubo, perché precario o addirittura assente…
entrando sotto il peso della disoccupazione o di una estenuante ricerca, creando
frustrazione e senso di impotenza. Apriamo il cuore alla preghiera perché il Signore
e l’intercessione di Maria possano sostenere quanti si impegnano a rendere meno
dura la vita e il futuro di tanti lavoratori in difficoltà… e si possa promuovere
una rete di sostegno e solidarietà verso di loro.
Conclude la Lettera con un auspicio: “… che
il Signore ci doni occhi per vedere e orecchie per udire in profondità le opere
che egli compie anche oggi nel mondo per la salvezza di tutti”.
eccoci, ancora una volta, a
questo annuale appuntamento con il bollettino. Devo sempre grande riconoscenza
a don Franco che ci ospita nelle pagine della sua annuale pubblicazione che è
una preziosa e attesa sintesi di un anno di vita religiosa e civile in Bardonecchia
e quindi anche delle nostre piccole frazioni. Da soli, lo avevo già
sottolineato altre volte, non potremmo sostenere una nostra pubblicazione,
proprio per il numero limitato delle copie.
L’evento principale nella vita della nostra chiesa locale è stato il cambio del vescovo. Mons. Alfonso Badini Gonfalonieri, al compimento dei 75 an- ni ha rassegnato le dimissioni, come prescritto dalla legge, dimisssioni accolte dalla S. Sede e il Papa ha designato S.E. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa. Questo significa che la Diocesi rimane, per ora, nella sua integrità con un unico vescovo insieme a Torino. Abbiamo già avuto modo di incontrare il nuovo vescovo, che in questi primi mesi non si è risparmiato con visite alle parrocchie della diocesi e a varie istituzioni. Lo abbiamo così conosciuto pastore sollecito e paterno, attento alle realtà locali, affabile nel contatto con le persone. Noi avremo l’onore e la gioia di incontrarlo a Melezet il Sabato 18 luglio, avendo di buon grado accettato di partecipare alla nostra festa dello Scapulaire.
![]() |
| Il nostro nuovo pastore: S. Ecc. Mons. Cesare Nosiglia. |
A Mons. Alfonso Badini Confalonieri va la nostra riconoscenza per i quasi 20 anni di episcopato che lo hanno visto partecipare a tante nostre iniziati- ve, come il bollettino ha puntalmente registrato. Ha scelto di abitare a Bardonecchia nella villa di famiglia e lo abbiamo già avuto il giorno della festa patronale di Melezet e ancora avremo modo di averlo tra noi in altre occasioni, data la sua disponibilità.
Il bollettino riporta in sintesi gli eventi che hanno ritmato questo ultimo anno, e non starò a ripetermi, la nostra vita trascorre con serenità nelle sue varie dimensioni e nel succedersi delle stagio- ni. Non abbiamo certo risolto tutti problemi materiali e spirituali, alcuni come il salvataggio della Cappella del monte Tabor sono ancora in gestazione, ma vorrei rassicurare tutti che anche questo grave problema è seguito e speriamo di giungere presto a una soluzione positiva.
Per quanto riguarda la mia persona, gli anni vanno avanti...
ma riconfermo la mia volontà di andare avanti, pur con qualche limitazione,
fino a quando il Signore vorrà e voi mi accetterete, con tutti i mei difetti,
non negandomi l’aiuto necessario nel mio ministero. Con questa speranza vi
saluto con l’affetto di sempre. Pregate per me!
don Paolo
|
NOTIZIE DAL MUSEO |
NuOVA VItA ALLE OPERE E VECChIA VItA DI PAESE
L’esposizione fotografica inaugurata al Museo il 20 luglio di quest’anno in occasione della Festa dello Scapulaire è nata con l’intento di far conoscere storie di vite passate, riscoprire il valore della tradizione e della memoria dei nostri luoghi.
44 stampe di vita quotidiana, scattate tra la fine del ’800 e i primi anni del ’900, selezionate tra altre centinaia, sono state presentate all’interno del Museo di Arte Religiosa Alpina e per le vie del paese.
L’esposizione vuol essere un racconto che presenta testimonianze preziose di vita passata del Melezet,
immaginato e realizzato con l’intento di creare un percorso di approfondimento di una parte della storia del nostro paese, ormai nota solo a pochi:
foto di uomini, donne e bambini,
che non abbiamo
conosciuto e di cui forse, non abbiamo mai sentito parlare.
Si tratta
di un materiale fotografico, storico,
di grande valore, che racconta uno stile di vita molto diverso dal nostro e ormai perso nel tempo.
Uno spaccato
di vita comunitaria, di religiosità e di ambienti
che sottolineano l’unione
che questa gente aveva con la propria terra.
Le stampe spaziano dalla
foto di gruppo
per il matrimonio, a quella per la comunione, alla festa per il carnevale, al militare in divisa prima
di partire per il servizio di leva, alla festa per i 40 anni dei coscritti e molto altro.
Volutamente non si è dato un tema preciso
all’esposizione: si è preferito raccontare situazioni
diverse, con la speranza
di poter ripetere
il tutto in un futuro
prossimo, proponendo un argomento
particolare.
Il racconto fotografico diffuso
è stato visitabile in paese e in Museo fino ai primi mesi del 2020, dopo di che le stampe sono state esposte in veste di mostra permanente presso la sede dell’Assomont, alla vecchia
scuola del Melezet.
L’esposizione si è realizzata
grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale che, da sempre attenta al valore della
storia, della tradizione e della memoria
dei nostri luoghi,
ha deciso di contribuire attivamente ed economicamente alla sua realizzazione.
Il tutto è stato reso possibile grazie all’idea e all’operato dei Volontari del Museo, alla Direzione del Museo Diocesano di Susa e grazie alla preziosa collaborazione delle tante famiglie che hanno messo a disposizione i propri archivi.
Wanda Nuvolone
AMIAMO LA NOSTRA CHIESA
Che bella!” È la frase, che più si sente pronunciare da quanti vengono a visitare la nostra chiesa di Melezet.
E sì è proprio bella! La nostra parrocchia fu costituita come ta- le nel 1487 e la chiesa fu costruita tra il 1694 e il 1698 al posto di una precedente chiesa distrutta da un incendio.
Entrando il nostro occhio è attratto dalla figura di Gesù Crocifisso, quasi innalzato tra Cielo e Terra, e che invita a considerare se c’è un dolore grande come il suo.
Ed ecco l’Altare con sovrastante la figura dell’Eterno Padre circondato dagli angioletti.
Ammiriamo ora il quadro dell’altare che rappresenta quasi una conversazione tra S. Antonio e la Vergine Maria.
S. Antonio allarga le mani e si rivolge con fiducia a Maria che tiene fra le sue braccia Gesù e stende la mano verso lui ad esaudire la sua richiesta di aiuto e protezione; completa il quadro un possente Angelo vestito di bianco con lo sguardo rivolto verso il cielo e punta il dito verso la chiesa di Melezet che si intravede al fondo. Sopra la cornice si libra in volo la colomba simbolo dello Spirito Santo.
Veniamo ora agli altari laterali un tempo utilizzati dalle Confraternite. L’altare di destra reca un dipinto di S. Antonio Abate; quel- lo di sinistra è dedicato alla Madonna del Santo Rosario con S. Domenico, Bernardino e altri Santi.
Sulla parete di sinistra un quadro raffigura S. Anna madre di Maria.
Nel lasciare la chiesa non dimentichiamo di rivolgere il nostro saluto a Gesù sempre presente nel Tabernacolo!
Vittorio Massignan
carissimi tutti,
da qualche
giorno siamo entrati nel mese di luglio, che apre uno dei periodi più attesi e
belli dell'anno. La natura è nella sua esplosione di colori e il sole riflette
i suoi raggi sulle rocce delle nostre imponenti montagne, facendole brillare
d'argento. Uno spettacolo stupendo che entra nel profondo dei nostri animi
colmandoli di serenità.
La natura è il
libro aperto che ci parla del Creatore. Per avvicinarci al mistero di Dio è
altresì utile vivere la Messa domenicale, come momento della settimana da
riservare a sé stessi, per ricevere del bene. Dall'ascolto del Vangelo, ogni
volta, ricaviamo un pensiero che pare scritto appositamente per noi, utile per
aprirci la mente e ridarci entusiasmo nel cammino della vita.
Nel brano di Vangelo
di oggi (Mt.11,25-30), tra l'altro, Gesù ricorda che il mistero di Dio è "…nascosto
ai sapienti", ed è rivolto "… ai piccoli". Parole velate da
mistero. In questo contesto "sapiente" è da intendere come "colui
che crede di sapere", e non sa o non vuole mettere in discussione i suoi
teoremi preconcetti. Non si rende disponibile all’ascolto di chi, con ragione,
potrebbe spiegargli ciò che non riesce a capire. Questo, per dire che al
"mistero di Dio" ci si può avvicinare anche attraverso l'ascolto
umile di chi, a questo obiettivo, ci è giunto oppure avvicinato, e, di
conseguenza, può dare ragione della sua fede.
Bisogna pensare che tutti quei
"perché" che paiono di ostacolo alla fede, prima di noi, li hanno
considerati altri, trovando magari delle risposte convincenti.
La loro testimonianza potrebbe essere
utile. Indubbiamente "dare ragione della propria fede" non può
limitarsi ad affermare "Credo, perché me lo sento …".
La fede non si basa sul sentimentalismo.
I sentimenti vanno e vengono. La fede si costruisce con il retto uso della
ragione, con l'umiltà, con i dati che vengono dalla storia, con la conoscenza
approfondita della Sacra Scrittura, con la preghiera …
L'avventura cristiana inizia con lo storico
annuncio del giorno di Pasqua, che ha diviso la storia in due ere.
Perché è così
importante arrivare alla fede? Perché, afferma il Vangelo odierno, "Io vi
ristorerò", cioè in Gesù Cristo si trova il segreto per la solida costruzione
della vita: E, scusatemi se è poco!
* *
*
Ricordo che giovedì 9 luglio, in Chiesa parrocchiale, è programmata una mattinata di Adorazione Eucaristica, don la presenza di 'un Sacerdote in Confessionale.
Sabato 11 la festa di San Benedetto alle Grange Moutte: La salita è da compiersi privatamente, tenendo conto che la Messa al campo avrà inizio alle ore 10. I Bollettini parrocchiali "Bardonecchia e le sue frazioni" sono a disposizione in Chiesa sui tavolini della buona stampa. Fin d'ora si può annunciare che per presenziare alla messa patronale di S.Ippolito giovedì 13 agosto p.v. sarà necessario prenotarsi. Le modalità saranno comunicate a suo tempo. Oltre ai posti in Chiesa (limitati a motivo delle norme circa il distanziamento interpersonale), per offrire a tutti la possibilità di essere presenti, il Comune farà predisporre circa 200 posti a sedere sull'antistante piazza. É previsto un maxi-schermo dal quale poter seguire la Celebrazione, e imponenti gazebo per trovare riparo dal sole (o dalla pioggia:::),
A
presiedere la Messa sarà S.E.Mons. Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino e
Amministratore Apostolico della diocesi di Susa:
Un Cordiale
saluto e augurio
di buone vacanze.
don Franco Tonda, parroco
Bardonecchia,
5 luglio 2020
XIV
domenica del Tempo Ordinario
![]() |
si può ritirare in chiesa |
ho riletto con una certa commozione il
lungo articolo, impreziosito dalle tante foto, che era stato pubblicato sul
Bollettino Parrocchiale dell'anno 2000, inerente l'Ordinazione Episcopale di
Mons. Alfonso Badini Confalonieri, avvenuta a Roma, nella Patriarcale Basilica
di San Pietro, il 31 gennaio di quell'anno, e la cronaca del suo ingresso in
Diocesi l'H febbraio successivo. (Bollettino anno 2000 da pag. 56 a pag. 71).
![]() |
| Mons.Alfonso Badini Confalonieri |
Pur essendo il
Pastore di tutti l'abbiamo sempre sentito particolarmente "nostro",
perché legato a Bardonecchia, assieme alla sua famiglia di origine, per le
vacanze e, soprattutto, perché ricevette l'Ordinazione Sacerdotale in S.
Ippolito, e qui, come anche a Maria Ausiliatrice, in tante occasioni, aveva
celebrato la Messa, nei periodi in cui dal Vaticano, dove svolgeva il suo
servizio presso la Santa Sede, tornava per brevi periodi a Bardonecchia.
Sabato 12 ottobre
2019 alle ore 12, nel corso dell'annuale Assemblea Diocesana a Susa, lui
stesso ha dato l'annuncio che il Santo Padre aveva accolto le sue dimissioni
per i raggiunti limiti di età, come disposto dal Diritto Canonico, nominando,
in pari tempo, a succedergli come Amministratore Apostolico l'Arcivescovo di
Torino Mons. Cesare Nosiglia.
Da quel momento è
divenuto Vescovo Emerito di Susa e ha scelto di trasferire la sua residenza da
Susa a Bardonecchia. Abbiamo quindi l'onore d'averlo con noi e di incontrarlo
spesso alle Messe che celebra, dividendosi tra la Parrocchia e l'Ausiliatrice.
Il Papa non ha più nominato un Vescovo residenziale ma ha affidato la piccola Diocesi di Susa all'Arcivescovo di Torino. Non si tratta di un accorpamento, ma di due Diocesi distinte, guidate dallo stesso Vescovo. In Piemonte questa disposizione era già stata adottata per le Diocesi di Cuneo e di Fossano.
![]() |
| Mons.Nosiglia riceve il Pastorale da mons. Badini Confalonieri |
Al nuovo Vescovo
Mons. Nosiglia diamo il benvenuto e lo accogliamo come "Vescovo, Amico e
Padre", come lui stesso ama spesso firmare le sue lettere.
Fin da subito si è fatto ben volere da tutti. Prima ancora della Messa per l'inizio del suo Ministero di domenica 27 ottobre, era stato a pranzare con gli ospiti di "Tavola Amica" di Susa seguiti dalla Caritas, a fare visita ai degenti ricoverati in Ospedale e ha voluto incontrarsi con i giovani radunati a Villa San Pietro.
Era presente anche una nutrita
delegazione della nostra Parrocchia, assieme al Parroco, in Cattedrale a Susa,
alla solenne Concelebrazione per l'inizio ufficiale del suo ministero. Accanto
a Mons. Nosiglia, come concelebranti principali, erano Mons. Badini, che gli ha
simbolicamente consegnato il Pastorale, segno della sua nuova giurisdizione; ed
anche Mons. Guido Fiandino Vescovo-Parroco della Crocetta di Torino.
L'Arcivescovo nell'omelia si è
soprattutto rivolto ai sacerdoti, alle famiglie, ai ragazzi e ai giovani. Ha
invitato all'accoglienza dei poveri e, al termine, con parole affettuose, ha
ringraziato Mons. Alfonso Badini; "...per l'intenso lavoro pastorale che
ha svolto in questi diciannove anni di ministero episcopale a Susa",
precisando "...sono lieto che sia rimasto ad abitare in Diocesi, in modo
da poter contare sul suo sostegno, di cui ho molto bisogno".
Questo, del cambio del Vescovo, è
certamente l'avvenimento principale da evidenziare all'inizio del nostro
Bollettino, ed è l'occasione per riscoprire nella persona del Vescovo il
successore degli Apostoli. Egli è il Pastore della Diocesi che ha nei suoi
sacerdoti i principali collaboratori.
* * *
Credo
sia bello sottolineare come tra i Vescovi di Susa ci sia anche un Beato. È
Mons. Giuseppe Edoardo Rosaz (1830-1901) che Giovanni Paolo II beatificò nel
corso di una solenne Celebrazione, tenuta il 14 luglio 1991 sulla Piazza
antistante la Cattedrale gremita di fedeli.
Mons.
Rosaz fu Vescovo grande e santo, eroe della carità. Fu Rettore del Convitto
Civico, Cappellano delle carceri, Rettore del Seminario. Da Vescovo fondò il
Ritiro, la Congregazione delle Suore Terziarie di San Francesco, il Ricovero per
i vecchi e diede impulso ad una notevole quantità di case filiali con identico
programma. Spese tutto il suo patrimonio, in opere di carità.
Fu
lui nel 1901 a portare a Bardonecchia il primo nucleo di Suore per assistere i
malati nelle case e aprire un laboratorio per le ragazze. Solo più tardi nel
1908 fecero nascere l'Asilo che ancora oggi prosegue il suo compito educativo,
anche se rinnovato nella sua conduzione.
Egli
disse a quelle poche suore prima di congedarsi da loro, in dialetto piemontese;
"... fatevi solo voler bene!". Parole di tanto buon senso che vengono
da un santo.
Penso
sia questo il consiglio che dobbiamo raccogliere, sempre attuale, che non solo
ogni uomo di chiesa, ma ogni cristiano debba avere come obiettivo "...
farsi voler bene", in quanto è il programma stesso che viene dal Vangelo:
"... così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al Padre che è nei Cieli" (Mt 5,16).
Cordialmente
Il Parroco don Franco Tonda