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19/06/21

MUSICA D'ESTATE 2021 - Accademia di musica di Pinerolo

 

CARTELLA STAMPA E FOTO >>

Tutti i concerti sono gratuiti. L’accesso è possibile solo con mascherina
e nel pieno rispetto delle norme per il contenimento della pandemia da Covid-19.
Si consiglia di arrivare un quarto d’ora prima dell’inizio del concerto.



01/08/20

IL VESCOVO NOSIGLIA CELEBRA NELLA CHIESA DEDICATA A MARIA AUSILIATRICE

Sabato 1 agosto Cesare Nosiglia, Arcivescovo Metropolita di Torino e dal 12 ottobre 2019
 anche Amministratore Apostolico di Susa, è giunto alle 17 alla chiesa dedicata in Bardonecchia a Maria Ausiliatrice accolto dal rettore, mons. Luciano Vindrola, e dai fedeli già riuniti in preghiera.
La celebrazione eucaristica propone in quel giorno dapprima una lettura dal Libro del profeta Isaia contenente l’invito a non spendere denaro per ciò che non è pane ma piuttosto a porgere l’orecchio al Signore stabilendo con lui un’alleanza eterna. Significativo anche il ritornello del salmo “Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente”, mentre San Paolo riflette, nella Lettera ai Romani, sull’intima nostra unione a Dio per mezzo di Cristo Gesù, nostro Signore, dal cui amore non riusciranno a separarci “tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada, morte, vita, angeli, principati, presente, avvenire, potenze, altezza, profondità, né alcun’altra creatura”.
Il Vangelo di Matteo poi, con l’episodio della moltiplicazione dei pani da parte di Gesù a favore della grande folla che lo seguiva, episodio riportato da tutti e quattro gli evangelisti, riprende nuovamente il tema del pane fulcro anche dell’omelia del Vescovo.
Partendo da una riflessione di Papa Francesco, che vuole chiarirci quel “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, invocazione contenuta nella preghiera del Padre Nostro, in cui “nostro” comprende non solo noi stessi, la famiglia, gli amici ma l’intera umanità, mons. Nosiglia ricorda che tutti devono avere il necessario per vivere, con quel pane portato, su richiesta di Gesù, dagli apostoli alla moltitudine del racconto evangelico. “Con il coronavirus - prosegue - alle parrocchie, come alle varie Caritas, si sono centuplicate le richieste. Quanto è stato raccolto e dato con generosità ricorda il pane spezzato da Gesù nell’Ultima Cena, e dal sacerdote durante la Messa, distribuito poi in quella che diviene, accostata alla carità, una vera e propria agape fraterna simile al banchetto intimo con cui i primi Cristiani celebravano l’eucarestia rinsaldando la loro fratellanza. Eucarestia quindi, nutrimento dell’anima, ma anche accoglienza della persona, in ogni sua necessità, attraverso la carità”.
E al termine della celebrazione, devotamente partecipata e animata per i canti da Giacomo Mancuso, al Vescovo è stata donata una scultura della Scuola d’intaglio del Melezet molto apprezzata.
Prof.ssa Patrizia Meumann Porcellana

07/07/20

MUSICA D'ESTATE 2020 - Accademia di musica di Pinerolo


il programma (PDF)

25 concerti
Maria Ausiliatrice
Sant'Ippolito
Palazzo delle Feste
Tutti i concerti sono gratuiti. 
L’accesso è possibile solo con mascherina e nel pieno rispetto delle norme per il contenimento della pandemia da Covid-19.
Si consiglia di arrivare un quarto d’ora prima dell’inizio del concerto.


12/06/20

Solennità di Corpus Domini, 14 giugno 2020

Carissimi tutti,

 oggi è la domenica di Corpus Domini in cui la chiesa si sofferma in modo speciale a considerare e adorare la Presenza Reale del Signore Gesù, in Corpo, Sangue, Ani­ma e Divinità, nell'Eucaristia. E' soprattutto in questa mirabile Presenza che si realizzano le promesse di Gesù nel vangelo: "sarò con voi fino alla fine del mondo". (Mt. 28,29)

La festa venne celebrata la prima volta nell'anno 1246 dai Canonici di San Martino di Liegi, sulle basi dell'esperienza mistica della beata Giuliana di Mont-Cornillon e l'anno successivo ampliata a tutta la Diocesi. Il Papa Orbano IV nell'anno 1264, commosso dal miracolo di Bolsena, la estese all’intera chiesa, domandando a Tommaso d'Aquino di comporre le preghiere e l'Ufficio divino. Da subito, qua e là, si diffuse la Processione con il SS. Sacramento che divenne d'uso comune verso il 1430.

17/07/17

La Madonna di FATIMA - Centenario delle apparizioni

I Veggenti di Fatima - La "filmina don Bosco"



















LA CHIESETTA di BARDONECCHIA
I due Numeri Unici del 2003 e 2010 in formato digitale


11/08/11

2010 Dicembre - La Chiesa di Maria Ausiliatrice a Bardonecchia


LA PAROLA DEL VESCOVO

Da più di settent'anni la Chiesa di Maria Ausiliatrice, situata nella zona centrale della ridente ed accogliente cittadina di Bardonecchia, ha svolto un grande servizio per la liturgia e la spiritualità degli abitanti della zona e dei turisti che sempre più numerosi affollavano la bella conca montana.

Era stata voluta e realizzata da un gruppo di fedeli, guidati dal sacerdote don Alfonso Fontan, i quali nell'anno 1937 fondarono fra loro una società cooperativa, finalizzata alla raccolta delle offerte e alla costruzione dell'immobile per la preghiera e la liturgia, oltre a quello per l'abitazione del sacerdote. Esempio mirabile di applicazione anticipata dei principi di impegno laicale nella Chiesa, divulgati dal Concilio Vaticano II.
1968 Maria Ausiliatrice (foto Gmalavasi - Immagine fuoritesto)
La devozione alla Madonna ha sempre attirato molte persone alla fede e alla vita cristiana e il luogo scelto per la costruzione dell'oratorio era particolarmente adatto a facilitarne l'afflusso. Fu-rono anni in cui molti fedeli po-terono usufruire di questa struttura con grandi benefici spirituali, anche dovuto allo zelo pastorale dei sacerdoti, di cui vorrei ricordare in ordine di tempo d. Alfonso Fontan, Mons. Francesco Bellando e d. Serafino Chiapusso. Negli ultimi decenni del secolo passato, per la grande crescita del turismo in queste montagne, particolarmente durante il periodo invernale dello sport sciistico, la chiesetta di Maria Ausiliatrice si rivelò troppo piccola, non riuscendo a contenere quanti vi si recavano per le celebrazioni liturgiche.


02/06/10

Innovazione nella continuità: la "Chiesetta" (2009)

Ritorno a Bardonecchia per le vacanze e..., con mia gioia, sento nuovamente un vivace suono di campana. È la “chiesetta”, la chiesa di Maria Ausiliatrice che, rinata a nuova vita, fa sentire la sua voce. Ha taciuto per poco tempo, poiché i lavori che l’hanno resa più grande, bella e funzionale, sono stati rapidi.
L’origine del piccolo edificio sacro è legata al primo espandersi di Bardonecchia nel Borgonuovo, con la costruzione di splendide ville immerse in verdi parchi nella zona dell’attuale Via Montenero. Fermamente voluta dall’indimenticabile don Fontan, era sorta negli anni immediatamente prima della guerra e per un lungo lasso di tempo aveva ben adempiuto alle necessità spirituali della comunità di fedeli del Borgonuovo. Ma, tornata la pace e – dopo le ristrettezze del dopoguerra – venuta l’opulenza del “miracolo economico”, Bardonecchia ha visto un’esplosione di nuove case e nei periodi della neve e delle ferie ha acquistato le dimensioni di una città; le belle ville hanno lasciato il posto a grossi edifici; l’albergo all’inizio di Via Montenero è diventato una costruzione costellata di appartamenti e grandi negozi; tutto si è “ammodernato”.
La chiesetta di Bardonecchia tinta di bianco.
(foto “La Valsusa”)
E la nostra “chiesetta”? Non poteva rimanere piccola com’era e anche un po’ cadente. Ed allora? Ecco la nuova chiesa, che ha saputo mantenere le caratteristiche originarie, il campaniletto, le alte finestre, la grazia e la sobrietà, ma... materiale nuovo, tirato a lucido, una facciata con sagrato, luminosità, sia all’esterno che all’interno.
Quando si entra, si rimane ammirati per la semplicità, l’ampiezza, una levità di colori chiari che si intreccia alla sobrietà delle travi del soffitto; un perfetto gioco di equilibrio di linee e di tinte, anche nelle vetrate, che oserei definire allegre, pur rappresentando esse i temi profondi della Fede come facevano un tempo gli affreschi delle nostre cappelle per coloro che non sapevano leggere. Non desidero soffermarmi sui valori costruttivi ed architettonici della chiesa, ma sui sentimenti che essi sanno suscitare, le sensazioni piacevoli di intensa spiritualità che si provano, avvolti da un’aura di serenità, mentre preghiamo o meditiamo o cantiamo le lodi, spesso rivolte alla Madonna a cui la chiesetta è intitolata. E, come l’edificio attuale è ampliamento di quello precedente, ne è la continuazione senza alcun stravolgimento, così le nostre preghiere sono la continuazione di quelle di un tempo. Mi permetto di accennare ai miei ricordi personali, che penso siano quelli di tanti.


01/05/09

LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE (2008)

                                                                                        
LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE
DOMENICA 28 dicembre 2008, alle ore 16, ha avuto luogo il Rito della Dedicazione della chiesa di Maria Ausiliatrice e dell’altare, compiuto da S.E. Mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo di Susa.
Si tratta di un grandioso ampliamento fortemente caldeggiato dal Vescovo stesso, progettato con indubbia professionalità e attenzione nel mantenere – per quanto possibile – lo stile montano del precedente edificio, dall’arch. dott. Marcello Caretta in collaborazione con la figlia arch. dott. Irene, e seguito nelle varie e difficili fasi di attuazione dalla tenacia e competenza del Rettore della chiesa mons. Luciano Vindrola, a seguito della concessione edilizia rilasciata dal Comune in data 19 dicembre 2006. Della costruzione primitiva, l’attuale progetto, ha conservato la parete di via Montenero con il suo grazioso campaniletto e, dopo aver rimosso il vecchio tetto con copertura in lamiere e demolito le restanti due pareti, ha previsto l’ampliamento, con accesso principale posto sulla facciata, oltre alla porta laterale per i portatori di handicap e quella secondaria che dà accesso alla cappella posteriore. La Ditta CONPIEM. di Torino, diretta in cantiere dall’ing. Lucio Giordano, ha lavorato alacremente ed eseguito il lavoro in poco più di un anno.

15/02/08

ATTUALITÀ (2007)


Celebrazione estiva alla cappella di N. S. del Monserrat (2 luglio 2007)
Santa Margherita alle Grange della Rhô
San Rocco alle Manne
N. D. du Charmaix (Modane)
Lavori per l’ampliamento di Maria Ausiliatrice
La casa “San Francesco” di Bardonecchia
Don Mosé, amico di Bardonecchia, diventa Vescovo
Teresa Sisto ha detto sì al Signore
Il dottor Bava ora è ufficiale
L’«addio alle armi» del colonnello Claudio Piccinini

*  *  *

Celebrazione estiva
alla cappella di N. S. del Monserrat (2 luglio 2007)
Il ciclo di celebrazioni alle cappelle site nelle borgate di montagna della conca di Bardonecchia si apre tradizionalmente il 2 luglio, festa della Visitazione del Monserrat. La giornata, tuttavia, quest’anno, è umida e piovosa e non sembra favorire l’ascesa alla cappella lungo il sentiero che, da Via La Rhô, si inerpica fino a raggiungere le Grange Rhô e l’omonimo Colle, sentiero caratterizzato dalla presenza delle 14 tappe della Via Crucis. Date le avverse condizioni meteorologiche, dopo un rapido giro di consultazioni tra il gruppo di partecipanti ed il Parroco, si decide di salire in auto fino alle Grange. Da lì partiamo dunque in processione e affrontiamo, sotto una fitta pioggia, il tratto di strada che separa la borgata dalla Cappella, dedicata a N. S. del Monserrat e sita a 1.748 m. s.l.m. Relativamente alla sua fondazione i documenti storici non permettono di datarne l’anno, ma essa è menzionata in scritti risalenti al 1600, allorquando era citata con il nome di S. Maria della Visitazione. La consacrazione alla Vergine del Monserrat avvenne nel 1700 per volontà di un marinaio bardonecchiese, scampato ad un naufragio lungo le coste della Spagna. Egli volle ringraziare la Vergine Maria per la grazia ricevuta dedicando la cappella al culto della Madonna Nera venerata sulle montagne della Catalogna, della quale egli portò con sé una statua.
La statua che oggi ammiriamo non è purtroppo l’originale, protagonista della settecentesca vicenda ricordata, in quanto essa fu rubata circa venticinque anni fa, insieme ad alcuni dipinti. In occasione di un pellegrinaggio, compiuto qualche anno fa dalla comunità bardonecchiese al santuario spagnolo del Monserrat, si è deciso di riparare al danno subito portando una nuova statua. Nel corso dell’Ottocento, su iniziativa di don Agnès, Parroco di Bardonecchia, venne costruito il vestibolo con lo scopo di accogliere, come un rifugio, i viandanti
che, numerosi, attraversavano il Colle della Rhô. Il pensiero corre ai bardonecchiesi che, devoti alla Vergine del Monserrat, sono nati e vissuti in questi luoghi, li hanno tanto amati e che ora sono tornati alla Casa del Padre...