30/03/06

MILLAURES S. Andrea Apostollo (2005)


LETTERA DI PADRE ANTONIO
CAPPELLA DI COTERLAU
CAPPELLA DI S. ANNA
FESTA DELLA FIENAGIONE
MOSTRA FOTOGRAFICA
ARRIVEDERCI, PADRE ANTONIO
SANT’ANDREA APOSTOLO
PRIME COMUNIONI A MILLAURES
PRESEPE 2005
FESTA DI SAN SEBASTIANO (Rochas, 21 gennaio 2006)

LA NUOVA TELECABINA DELLA JAFFERAU
* * *
Parrocchia di S. Andrea Apostollo
M I L L A U R E S
LETTERA DI PADRE ANTONIO
Anche lontano da noi, Padre Antonio non dimentica Millaures, e in occasione delle feste natalizie ci ha inviato una lettera che non è solo di augurio, ma anche di riflessione sul grande mistero del Figlio di Dio che si fa uomo per la nostra salvezza.
CONVENTO S. MARIA GLORIOSA O.F.M. Conv.
32034 PEDAVENA (BL)
Via S. Antonio, 7 - Tel. e fax 0439.318062
Natale 2005

Carissimi,
Dio ha scelto di farsi conoscere all’umanità, immersa nelle tenebre più fitte, e di illuminarla con la sua Luce, con la sua Sapienza, con la sua Parola. Le rivela tutto il suo Amore, donandole il Salvatore, lo stesso suo Figlio, che assume una carne umana nel grembo della beatissima Vergine Maria. Egli, invocato e atteso per secoli, viene ancor oggi a nascere nel nostro cuore. Sant’Antonio di Padova scrive: «Questo Dio si è fatto  per noi bambino per molte ragioni, ma per brevità ne illustro una sola. Se fai un’ingiuria a un bambino, se lo provochi con un insulto, se lo percuoti, ma poi gli mostri un fiore, una rosa o qualcosa del genere, e mentre gliela mostri fai l’atto di dargliela, non si ricorda più dell’ingiuria ricevuta, gli passa l’ira e corre ad abbracciarti. Così, se offendi Cristo con il peccato mortale e gli fai qualsiasi atto ingiurioso, ma poi gli offri il fiore della contrizione o la rosa di una confessione bagnata dalle lacrime – le lacrime sono il sangue dell’anima – egli non si ricorda più della tua offesa, perdona la colpa e corre ad abbracciarti e a baciarti».
C’è sempre bisogno di rinnovarci, di diventare ed essere uomini nuovi, figli di Dio nel Figlio.
Scusate, se continuo a “predicare”, ma è perché vi sono vicino e vi voglio bene.
L’amore di Dio può giungervi anche attraverso queste parole, che poi non sono proprio mie. Vi ricordo e vi raccomando alla Bontà misericordiosa del Signore per mezzo dell’Immacolata sua Madre. Crescano in noi la Fede, la Speranza e la Carità! E con esse la Gioia, la Giustizia e la Pace. Siamo tutti scritti nel Libro della Vita (Ap 21,27). Quanto a me non posso che ringraziare il Signore: il barometro segna sereno.
Tanti auguri di ogni Bene e un sicuro e sereno Anno Nuovo.
Frate Antonio

Siamo grati a Padre Antonio per il suo affettuoso e costante ricordo e rinnoviamo il sincero dispiacere per la  sua partenza che ha provocato e provoca non poche difficoltà alla nostra parrocchia, poiché non è più stato sostituito, come non avessimo bisogno del prezioso ministero che i Frati Conventuali di Susa per anni ci hanno dato.
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES

CAPPELLA DI COTERLAU
Anche quest’anno il 2 luglio, in una splendida giornata di sole, si è svolta la processione dedicata alla Visitazione della Vergine Maria. Durante il breve percorso, che ha inizio dalla biforcazione con la strada che porta allo Jafferau e che termina alla Cappella di Coterlau, si è recitato il Rosario e si sono fatti canti in onore della Madonna. Arrivati alla Cappella, Padre Gianpiero ha celebrato la S. Messa, conclusasi con la distribuzione del pane benedetto e seguita da una piccola bicchierata offerta da chi si prende cura della custodia della Cappella.

CAPPELLA DI S. ANNA
Numerosi i partecipanti alla Messa del 26 luglio per festeggiare S. Anna nella Cappella a lei dedicata presso la Borgata Medail. Durante l’omelia Padre Antonio ha voluto ricordare con commozione Vallory Ezio e la vedova Margherita, grandi assenti per la prima volta dopo tanti anni alla funzione alla quale tenevano tanto. Per molto tempo Ezio si è dedicato alla custodia della Cappella e con impegno ogni anno faceva tutti i preparativi per allestirla al meglio in occasione della festa del 26 luglio.
Speriamo di poter celebrare la prossima festa di S. Anna in una Cappella risanata e con il tetto rifatto come da desiderio della vedova Margherita in ricordo dell’amato Ezio.
Anna Maria Blanc
Il taglio della “Carità”, il pane benedetto. (foto A. M. Blanc)
Gaia e Riccardo assaggiano il pane benedetto. (foto A. M. Blanc)
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES
Cronache a cura di Marilena Bellet-Blanc

FESTA DELLA FIENAGIONE
Si setacciano le bacche di ginepro per preparare il liquore.
(foto M. Blanc)
La prima domenica di agosto, rituale ricorrenza della festa della fienagione a Horres. Ridente borgata- balcone su Bardonecchia, una volta era alpeggio estivo, ora luogo ricercato, con le sue case per lo più ristrutturate, in sintonia con il paesaggio e con la tipologia locale.
La giornata era un po’ fredda e incerta, cosicché Padre Antonio ha celebrato la S. Messa all’interno della Cappella dedicata a S. Andrea e S. Giacomo Apostoli. Da alcuni anni la Messa era celebrata sul retro di quest’ultima; era gremita di persone, villeggianti e non che sono saliti da Bardonecchia e Millaures per questa ricorrenza. Tutti, in allegria, poi siamo corsi alla polentata con lotteria e giocolieri per grandi e piccoli; gara delle torte e delle bocce.
Una giornata diversa in allegria per tutti.

(foto M. Blanc)
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES

MOSTRA FOTOGRAFICA
Quest’anno, la mostra fotografica estiva tenuta nell’atrio della chiesa parrocchiale di Millaures, era intitolata “Erbe e piante officinali”. L’importanza e l’influenza della medicina popolare ha avuto rilevanza di primo piano nella storia dell’uomo.
Le proprietà curative delle erbe medicinali erano note fin dall’antichità, ma per secoli hanno influito sulla cura dei malati.
Alcune erbe erano considerate magiche, infatti, oggi si sa che alcune di esse erano allucinogene, tossiche, sedative, ma non erano magiche. Vi erano rituali apposta per la raccolta, occorreva rispettare le lune, i mesi dell’anno, ecc. I primi orti botanici, sorsero nel Medioevo e le erbe vennero chiamate “semplici” ed erano utilizzate a scopo salutare.
Questa esposizione di foto, mostra una piccola parte delle erbe spontanee del territorio con qualche accenno al loro impiego. La mostra dà un’idea di come venivano e vengono ancora utilizzate queste piante medicinali per coadiuvare nella guarigione di alcune malattie.

Si setacciano le bacche di ginepro per preparare il liquore. (foto M. Blanc)
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES

ARRIVEDERCI, PADRE ANTONIO
Il 28 agosto 2005, noi parrocchiani di Millaures abbiamo salutato Padre Antonio, che dopo cinque anni ci ha lasciati dal seguirci nel nostro cammino religioso per svolgere un altro incarico, forse ben più gravoso di quest’ultimo.
Tutta la comunità parrocchiale di Millaures lo ricorda per le sue corse da Susa, dove risiedeva nel convento francescano, per arrivare in tempo alla Messa domenicale, per la sua disponibilità anche nelle feste campestri o infrasettimanali e quando era necessario. Padre Antonio teneva a far approfondire la conoscenza dei Vangeli, usando le omelie domenicali, e ancor prima con l’incontro alla catechesi, che tenevamo il venerdì sera dopo cena nelle nostre case e poi nella sede del consorzio di Millaures.
Da ricordare ancora, il suo libro “La bella notizia”. È costituito dal Vangelo di Luca riscritto come commento preghiera in modo comprensibile e piacevole per far conoscere la vita di Gesù.
Grazie, Padre Antonio, per tutto il tempo dedicatoci, anche negli avvenimenti belli e brutti della vita quotidiana, quali funerali, matrimoni, battesimi, comunioni e quant’altro; per ricordarci seppur lontano con una telefonata in occasione della festa patronale di S. Andrea Apostolo.
Come dice l’ultima canzone, cantata da noi tutti e suonata dalla chitarra di Betta: «Ora vado sulla mia strada con l’amore Tuo che mi guida, o Signore resta accanto a me». Per usare il suo saluto: Pace e Bene anche a lei Padre Antonio.

SANT’ANDREA APOSTOLO
Quest’anno il 30 novembre cade di mercoledì. È la festa patronale di Millaures.
Tutti coloro che hanno potuto rimediare un giorno di ferie, vi hanno partecipato.
Alle ore 11 c’è stata la Santa Messa, celebrata da don Franco, vi hanno partecipato vari frati e preti dell’Alta Valle. La sua bella omelia ha esortato la comunità nel continuare a mantenere questa tradizione con le ragazzine Francesca e Silvia, vestite in costume locale della frazione, i bei canti ben preparati nelle settimane precedenti con Betta e la chitarra. Ancora una volta abbiamo addobbato il “chantè”; alla fine della celebrazione abbiamo potuto partecipare ad un semplice rinfresco offerto dal Consorzio di Millaures.
La nostra festa è poi continuata nelle nostre case con i propri invitati.
Il sabato successivo, cena e tombolata presso l’albergo Bellevue e la domenica durante la S. Messa delle ore 17 abbiamo ricordato cantando la festa patronale per coloro che erano assenti.
Arrivederci al prossimo anno.

Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES
Francesca e Silvia nell’antico costume. (foto M. Blanc)
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PRIME COMUNIONI A MILLAURES
Dopo un anno di vuoto, l’8 maggio 2005 si sono celebrate le Prime Comunioni dei cuginetti Alessia e Federico Bellet, nella chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo in Millaures. I bambini, dopo un percorso catechistico svolto con i loro compagni di scuola a Bardonecchia, si sono presentati al loro importante appuntamento accompagnati dalla catechista Alba Siclari, da alcuni compagni venuti ad assistere alla celebrazione, dai loro genitori, mentre don Paolo ha celebrato la S. Messa. Tutta la chiesa era gremita da amici e parenti e dai parrocchiani di Millaures che con gioiosi canti preparati in precedenza e scelti proprio dai due comunicandi, hanno voluto accompagnarli alla loro festa.
Alessia e Federico Bellet. (foto M. Blanc)la
Proprio Papa Benedetto XVI il 29 maggio a Bari ha sottolineato come la partecipazione alla Messa debba essere sentita come un bisogno e una gioia. I genitori sono chiamati a far avvicinare i figli all’importanza e al valore della Messa domenicale. La Prima Comunione è una tappa significativa per i comunicandi ed una vera festa per la comunità parrocchiale.
Per la nostra qui a Millaures è proprio così. Buona festa a tutti e due.

PRESEPE 2005
Il presepe nel ’700 era uno status symbol che i nobili sfoggiavano nelle case. Oggi lo si fa di terracotta, di pane, di legno, di vetro, di plastica, persino subacqueo.
Il presepe resta una tradizione per molti. Da dove viene questa tradizione? Anche se la Natività veniva raffigurata fin dai primi secoli del cristianesimo, i predecessori sono più che altro sacre rappresentazioni legate alle liturgie che nel Medioevo si tenevano per il Natale. A queste si collega il presepe vivente voluto nel 1223 da San Francesco: fece portare una mangiatoia, un bue, un asino e venne celebrata la Messa di Natale. I primi veri presepi si diffusero nel ’400 e ’500 con grandi statue collocate nelle chiese e permanenti. Dal ’600 il presepe entrò nelle case dei nobili con statue più piccole.
Nel ’700 a Napoli esplose una vera passione, con presepi spettacolari e preziosi.
I Vangeli canonici dicono poco sulla nascita di Cristo. Molti elementi caratteristici del presepe derivano dagli apocrifi. I Re Magi li cita Matteo come sapienti venuti da oriente con oro, incenso e mirra, non dice quanti erano e come si chiamavano, ma sono entrati nella tradizione del presepe. In esso approdano personaggi e ambientazioni non legate all’antica Palestina. La vita quotidiana è sempre entrata nel presepe, ogni popolo ha adattato i personaggi alla propria realtà.
Quest’anno, per il presepe fatto nell’atrio della chiesa parrocchiale di S. Andrea a Millaures, si è usata la tecnica del collage in scatole decorate a piacere con soggetti del presepe.
Potete ancora visitarlo per un po’. Buone feste.
FESTA DI SAN SEBASTIANO (Rochas, 21 gennaio 2006)
Gli uomini cambiano... Dio e San Sebastiano restano
Quest’anno la festa di S. Sebastiano è caduta nella settimana dell’ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Questa è stata una buona occasione per unire la nostra preghiera a quella universale. Un’occasione doverosa per ricordare i nostri cari che non sono più con noi, dai quali ci sono state trasmesse le radici, le usanze, la cultura, le tradizioni e la fede... fede che ormai da secoli ci riunisce per venerare il nostro Santo protettore San Sebastiano. Ringraziamo quindi il buon Dio per avercelo assegnato, per avere ancora un Parroco e dei sacerdoti che si prestano con amore al servizio delle nostre anime.
Nella nostra Cappella ogni anno formiamo un piccolo cenacolo dove alla presenza dell’Eucaristia preghiamo San Sebastiano per le persone che non ci sono più materialmente (ricordiamo nonno Camillo, Sandro, Olga; nonna Marcellina, Elvira; inoltre con affetto anche nonno Napoleone Doro, pioniere dei nuovi arrivati della borgata Rochas). Anche quest’anno non è mancata la presenza del carissimo Claude di Rochas, con Matias e tanti amici francesi, che nonostante la distanza non sono voluti mancare a questa festa. Rochas è ormai una borgata multietnica, ospitiamo persone provenienti d’oltre Oceano e d’Europa, viviamo rispettando culture e religioni differenti; gioiamo nel vedere come i nostri fratelli stranieri si mostrino rispettosi verso la celebrazione dell’Eucaristia e la venerazione di San Sebastiano. Ascoltando le cronache dei nostri giorni, si potrebbe credere che quest’armonia di persone con radici così diverse possa essere un miracolo!
La festa è proseguita come da tradizione in una delle case del paese, quindi il Parroco don Paolo Di Pascale, i parrocchiani di Millaures, gli abitanti della borgata e gli ospiti, si sono riuniti davanti al focolare di Bruno Rochas.
In queste calorose feste anno dopo anno si stringono nuove amicizie, conoscenze e fratellanze, segno di grazia e di amore verso Dio e San Sebastiano. Cogliamo inoltre l’occasione per ringraziare Padre Gianpiero per aver permesso a don Paolo di rimanere con noi. Ringraziamo il buon Dio per San Sebastiano e ci auguriamo che queste tradizioni durino per sempre nei secoli coinvolgendo le nuove generazioni di Rochas; e sperando che possano aiutare il mondo ad essere migliore nel rispetto, nella carità e nella preghiera, valori che non dovrebbero mai scomparire.
Con questo proposito preghiamo i nostri pilastri di fede i Santi, San Sebastiano, la S.S. Madre di Dio che ci aiuteranno ad essere, come dice Gesù, un solo ovile sotto un solo pastore. Così uniti ai nostri cari, che da vicino pregano per noi, quali grazie otterremo dal cuore di Dio?
Coraggio, avanti! Così la vita è un Paradiso! Prendiamo esempio da sua Santità Giovanni Paolo II che disse ai romani: «Vogliamoci bene!». Vorrei, concludendo, notare che quest’anno abbiamo aggiunto alcuni elementi nuovi alla nostra celebrazione: l’offerta e la benedizione del pane che al termine della Messa è stato distribuito a tutti in segno di unità e di carità, e poi la benedizione delle case della borgata perché la festa si prolunghi nella rinnovata e continuata assistenza del nostro Santo patrono.
«La vita senza amore è un albero senza foglie!».
Carmela Rochas Martinese
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES

LA NUOVA TELECABINA DELLA JAFFERAU
Il 18 gennaio è stata inaugurata ufficialmente dal Sindaco Avato la telecabina per lo Jafferau, con l’iniziativa “telecabina a porte aperte”, in cui i bardonecchiesi sono stati invitati a provare il nuovo impianto benedetto dal Parroco don Tonda. Che però ha una lunga storia... tutto ha inizio alla fine degli anni ’50.
È il Natale del 1957 quando la famiglia Bassi inaugura l’albergo Jafferau a 1.933 metri in località Fregiusia. Una costruzione in altura di non facile realizzazione, soprattutto per il trasporto del materiale. All’epoca si pensò di ovviare al problema installando una teleferica:
l’antenata della nuova telecabina. Attorno all’albergo si sviluppa tutto un movimento, e così si va a costituire, sotto forma di azionariato popolare, la nuova società Jafferau; tra i promotori figurava anche il Sindaco Manlio Gracco De Lay. Nasce così nel 1959 la seggiovia monoposto dello Jafferau con partenza dal piazzale, oggi inglobato nel Traforo del Frejus. Alla partenza viene realizzato uno chalet con la duplice funzione di bar e biglietteria: è il “bar seggiovia Jafferau”, gestito dalle sorelle Nevina e Nilde Ambu. Non solo bar e biglietteria, ma anche attività di noleggio e riparazione sci di Plinio Bortoluzzi. Seguono quindici anni ininterrotti di attività. Sino a quando nel 1976 lo storico chalet e la partenza dell’impianto vengono abbattute per consentire i lavori del costruendo tunnel autostradale del Frejus. Per un anno la seggiovia dello Jafferau rimane inesorabilmente chiusa ma è solo una chiusura temporanea. Un anno dopo, e siamo nel 1977, la seggiovia viene ripristinata con partenza sotto il piazzale del Frejus.
Svolta storica nel 1981, quando la vecchia seggiovia monoposto viene sostituita da una più moderna biposto e anche la partenza viene spostata nell’area attuale. La società Jafferau viene poi assorbita dalla Colomion Spa nel giugno 1985.
Altro cambiamento storico nel maggio 2004 quando la società Colomion Spa viene acquistata quasi al 100% dai francesi della Transmontagne. Si va così avanti sino all’appuntamento olimpico di Torino 2006. E qui la nuova svolta. Il comprensorio dello Jafferau vede nascere il nuovo collegamento tra Horres e la sciovia Challier.
Ma soprattutto la vecchia seggiovia cede il posto alla nuova telecabina, con conse guente soppressione dell’intermedia di Horres e la demolizione dello storico chalet di Fabiano Celano. Questa estate in soli 114 giorni di lavoro viene realizzata la nuova telecabina Bardonecchia-Fregiusia. Una telecabina ad 8 posti ad ammorsamento automatico di ultima generazione, in grado di trasportare 1.780 persone all’ora ed in grado di collegare la partenza al piazzale Biovej con l’arrivo a Fregiusia in poco più di 5 minuti di percorrenza.
Da “La Valsusa” R.L.
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Parrocchia di S. Andrea Apostolo - MILLAURES

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