18/10/20

I Nostri pellegrinaggi - Bollettino 2019


Santuario della Madonna delle Rocche

Mercoledì 22 maggio la parrocchia di Sant’Ippolito dà inizio ai consueti pellegrinaggi iniziando da quello Mariano che quest’anno ha per meta il santuario della Madonna delle Rocche sito nel comune di Molare in provincia di Alessandria.

Il viaggio, tutto in autostrada, scorre velocemente scendendo prima la Valle di Susa e poi, attraversando da Nord a Sud la pianura piemontese, si tocca Torino, Asti ed Alessandria per uscire allo svincolo di Ovada dove si imbocca la statale per Acqui Terme. A Molare si devia a sinistra per una strada secondaria che, in mezzo ai prati, porta alla frazione Rocche e di qui al Santuario. A mano a mano che ci si avvicina alla meta il paesaggio cambia radicalmente, la campagna si infittisce di alberi creando un clima di silenzio che contribuisce a predisporre l’anima al raccoglimento e alla pace. All’arrivo si è piacevolmente sorpresi dall’ambiente privo di case, infatti il Santuario sorge isolato al termine di un ampio viale verde, che culmina con una maestosa scalinata. Il panorama è intatto e crea i presupposti indispensabili all’animo per non venire distratto; tutto invoglia alla preghiera e all’apertura del cuore. All’ingresso della chiesa Franca e Marco, precedentemente arrivati con mezzi propri, attendono il gruppo che a piedi risale l’ombroso viale in dolce pendio e l’ampia scalinata che conduce all’ingresso del Santuario. Appena entrati si rimane attratti dai numerosi affreschi che decorano l’interno dell’edificio sacro: La glorificazione della Madonna in cielo, La nascita di Maria, La visita di Maria a santa Elisabetta, Lo sposalizio della Vergine con san Giuseppe, Gesù nel Tempio tra i dottori della chiesa, L’Ultima Cena, Maria presentata al Tempio, L’Addolorata, La scena dell’apparizione di Maria Santissima a Clarice; senza contare la Pala dell’Altare della Madonna del Suffragio e quella di san Lorenzo martire. L’attenzione dei pellegrini è poi attirata dall’altare di san Lorenzo dove c’è l’urna di san Leone martire.

24/08/20

24 Agosto - San Bartolomeo al Vernet

 ... chiude la stagione delle Cappelle delle Borgate

Santa Chiara
Santa Margherita
Santa Maddalena
salendo alle grange del Frejus x San Giacomo
San Bartolomeo

Fotografie delle mamme Chiara e Giuliana

21/08/20

15 agosto 2020 - Festa dell'Assunta

LA FESTA DELL’ASSUNTA A BARDONECCHIA CON LA MESSA IN SANT’IPPOLITO

Scialli bianchi per la Priora di Sant’Ippolito 2020,
Adelina Yves Glarey, e per la sua Vice, Augusta Amprimo Portulano, per onorare Maria nella festa che la celebra, a metà agosto, assunta al cielo in anima e corpo, dogma riconosciuto come tale solo nell’Anno Santo 1950 da Papa Pio XII.
E don Franco nell’omelia, come sempre ricca di spunti teologici ma anche storici, ha ricordato l’origine della festa. La denominazione “ferragosto” deriva dal latino “feriae Augusti” (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome anche il mese. Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall’imperatore stesso nel 18 a.C. In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto.

08/08/20

Vita della Parrocchia - Bollettino 2019

Le feste natalizie e di inizio anno si chiudono con l’Epifania domenica 6 gennaio. Per ora l’inverno ha portato poca neve, tuttavia è possibile sciare grazie, soprattutto, all’innevamento artificiale. Riprendono i gruppi di catechismo. Padre Mario Dotta dei Missionari della Consolata è presente alle Messe di domenica 13 gennaio per animare una Giornata Missionaria. Le offerte raccolte ammontano a Euro 2.850 e sono destinate alle loro missioni.

La nascita della Diocesi di Susa - Bollettino 2019

 La  nascita  della  Diocesi  di Susa

La firma del trattato di Utrecht, che nel 1713 pose fine alla guerra di successione spagnola, segnò un punto di svolta per la storia della Valle di Susa e per il Piemonte in generale. Con la stipula del trattato, infatti, il Ducato di Savoia fu elevato alla dignità di regno ed ingrandì i propri domini con nuovi territori, tra cui l’alta valle della Dora Riparia. La pace finalmente conquistata garantì inoltre agli ultimi anni di regno di Vittorio Amedeo II la tranquillità necessaria a compiere una serie di profonde riforme in campo amministrativo, legislativo e fiscale che avrebbero avuto grandi ripercussioni sulla struttura economica e sociale del Paese. Le riforme in campo fiscale furono quelle che interessarono maggiormente i rapporti con la Chiesa poiché coinvolsero anche i benefici ecclesiastici, avviando una disputa che valicò i confini temporali del regno di Vittorio Amedeo II. Solo nel 1742, infatti, sotto il regno di Carlo Emanuele III si giunse alla firma del nuovo Concordato con la Chiesa che, aggiornando quello stipulato da Vittorio Amedeo II nel 1727, consentiva ai Savoia l’instaurazione di una struttura ecclesiastica assai vicina ad una vera e propria Chiesa di Stato, con un’organizzazione che ricalcava più da vicino quella del governo civile. Con la firma del Concordato, inoltre, la casa regnante acquisiva i diritti per poter esplicitare un progetto fino ad allora rimasto latente, il quale consisteva nell’adattare lo spazio religioso delle Diocesi a quello politico delle Province.