15/02/08

LETTERA DEL PARROCO - Frazioni (2007)


LETTERA DEL PARROCO
Ecco anche quest’anno le pagine dedicate alla vita delle nostre piccole Frazioni.
Un grazie a don Franco che, con grande sensibilità, ci da un po’ di spazio nel suo Bollettino, perché possiamo far sentire la nostra voce.
Possono essere cronache un po’ ripetitive, ma ogni anno sono le medesime celebrazioni che si rinnovano, siamo però attenti a cogliere quei motivi di novità che le rendono sempre attuali.
Leggendo le cronache di varie feste vediamo come hanno avuto un buon esito non solo per la partecipazione dei fedeli, ma anche per l’interessamento di tante persone nel prepararle e gestirle.
È questo un aspetto positivo che voglio sottolineare: la maggiore partecipazione alla vita della parrocchia, dagli aspetti più umili, come la pulizia della chiesa, a quelli più impegnativi, come la partecipazione di alcune mamme alle lezioni di catechismo, accanto ai loro figlioli. Anche le pagine di questo Bollettino sono in parte frutto della collaborazione di alcuni volontari.
A tutti il grazie più sentito: vi rendete così conto che la parrocchia non è proprietà privata del Parroco, ma è di tutti.
Concludo con un invito: quando c’è un ammalato in casa, o una persona che non può uscire, non abbiate timore di disturbare avvisando il Parroco: io sono lieto di venire, soprattutto quando so che il sacerdote è ben accolto e desiderato.
A tutti il saluto più cordiale.
don Paolo

PARROCCHIA S. ANDREA APOSTOLO (2007)


MILLAURES

Horres 2007
La prima domenica di agosto si è svolta la consueta festa alle Grange Horres. Località in cui un tempo gli abitanti di Millaures vi conducevano le mucche per l’estate. Gode di una posizione invidiabile, da cui si può godere un ottimo panorama su Bardonecchia. Per questo la località di Horres con le sue case ormai tutte ristrutturate, è denominata “balcone” su Bardonecchia. Lì si è svolta la S. Messa sull’altare in pietra sul retro della cappella dedicata ai Santi Giacomo e Andrea per poter accogliere tutti i numerosi fedeli. La celebrazione è stata allietata dai nostri canti e successivamente ad essa polenta per tutti, lotteria, gara delle torte, caccia al tesoro per bambini e gara di bocce. Il tempo clemente ha fatto sì che tutto si svolgesse nel modo migliore, in allegrezza e divertimento.
La Messa venne celebrata dal rev. prof. don Giancarlo Biguzzi, dell’Università Urbaniana di Roma, il quale seppe attrarre la comune attenzione con la sua parola dotta ma accessibile a tutti.

PARROCCHIA S. LORENZO MARTIRE (2007)

LES ARNAUDS
173
La passeggiata enogastronomica
Anche quest’anno la passeggiata gastronomica “Degustando Bardonecchia”, svoltasi domenica 15 luglio sul fresco sentiero della “Vi du Viò”, ha riscosso un grande successo di partecipazione.
Giovani e meno giovani, gruppi di amici, famiglie con bimbi nei passeggini e nei marsupi, future mamme in dolce attesa, tutti sul sentiero balcone a degustare nella pace e amenità del luogo un menu costituito da sei portate. Ognuna servita presso i gazebo allestiti negli angoli più freschi, e sempre opportunamente accompagnata da una vasta scelta di vini.
Franco Ugetti, Maestro del Gusto, lo Chef Claudio Vottero, coadiuvato da Gianni Rossi, un grande ex della ristorazione bardonecchiese, sono stati gli autori delle prelibatezze.
«Sfioriamo sempre le trecento presenze», ha dichiarato soddisfatto Fabrizio Robba, l’ideatore della manifestazione, giunta alla quarta edizione: «Mentre percorrevo il sentiero come fanalino di coda ho incontrato diverse persone che tornavano e tutte hanno manifestato un apprezzamento sia per l’organizzazione sia per la qualità del menu servito».
Gradevolissime le note musicali diffuse nell’aria dalle arpe celtiche, posizionate presso i gazebo: un tocco di novità per l’edizione 2007.
Come sempre l’itinerario si è concluso al Forte Bramafam, dove, chi è sopravvissuto all’abbuffata ha avuto la possibilità di visitare il Museo del Forte, sempre più ricco e rinnovato.
Luisa Maletto

Inaugurazione forno: l’assessore Bertessa dirige i lavori.
174 - BARDONECCHIA E LE SUE FRAZIONI

PARROCCHIA S. ANTONIO ABATE (2007)

(In preparazione)
MELEZET
164 - BARDONECCHIA E LE SUE FRAZIONI
La statua della Madonna del Tabor
Caro papà, non ci credevo ma ci sei riuscito! Quella Scapulaire di quattro anni fa, eravamo con don Paolo, don  Gianluca, Andrea, Valeria e Stefano al fondo della “Cëriérë dl’Elfun”. Si parlava della statua del Tabor che pochi giorni prima era stata portata a valle per essere restaurata; tu hai esordito dicendo: «Se questa la lasciate qui, io ne faccio una da portare su». Ti hanno tutti preso in parola, tanto è che Stefano si è subito offerto di farti avere del cirmolo da  scolpire. Qualche mese dopo è arrivato a casa un mezzo tronco che mai più pensavamo di veder trasformato in Pietà.
Hai iniziato con qualche colpo di motosega, giusto per sgrossare, poi sei passato allo scalpello.
Quanti colpi hai dato in quel garage!

Attività volontari del Museo
La passione e l’amore per il territorio e per la sua storia hanno spinto un piccolo gruppo di volontari del Museo di Arte Religiosa Alpina di Melezet a intraprendere una ricerca sull’aspetto religioso nel vissuto quotidiano degli abitanti della conca di Bardonecchia.
Si è voluto valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni la memoria delle feste popolari, delle tradizioni, degli utilizzi del tempo, del sacro e di tutto ciò che rappresenta l’ambito culturale e spirituale di questo luogo. Per  testimoniare questi “beni immateriali” è stato fatto un viaggio virtuale nel tempo, alla scoperta della vita quotidiana di chi ha abitato queste terre alpine, attraverso i gesti, gli oggetti, i riti che, nel corso dei secoli, hanno unito le comunità agricole della nostra conca. Così, dopo due anni di lavoro mirato alla ricerca bibliografica, alla consultazione di numerosi documenti d’archivio, alla realizzazione di interviste e di filmati delle attività cerimoniali ancora oggi reiterate, tutto il materiale è stato elaborato e presentato nel testo “Tempi del sacro, tempi dell’uomo” di Valeria Bonaiti, Daniela Ferrero, Laura Gatto Monticone, Andrea Zonato, suddiviso in due parti dedicate al ciclo delle stagioni e a quello della vita, cui è stato premesso un inquadramento storico e, allegato un video che ne illustra i contenuti. Nella prima parte sono state evidenziate le principali feste dell’anno liturgico e sono state poste in evidenza le connessioni con i momenti della vita agricola ai quali esse risultano collegate. Si è deciso di iniziare la narrazione partendo dalle feste e dai lavori legati al risveglio della terra e alla sua benedizione, passando poi alla semina, con le feste di tarda primavera, alle ricorrenze estive con la gran parte delle feste patronali dei nostri paesi e le principali processioni votive come quella che viene fatta al Monte Tabor per onorare e ringraziare la Madonna dei Sette Dolori. Il ciclo prosegue poi con i lavori d’autunno e la festa di Ognissanti, per arrivare quindi al Natale, alle ricorrenze d’inizio d’anno, al Carnevale e si conclude infine con la Settimana Santa.

DON VACHET (2007)

 (indagine... ritardata di un crimine) - parte I
Affacciandosi sul torrente Melezet, in corrispondenza della chiesa di Les Arnauds, è visibile ancor oggi la struttura curva in pietre squadrate e sagomate che conteneva le griglie e le saracinesche della presa d’acqua, dal torrente stesso. Incanalata, passava a valle dell’abitato della frazione e proseguiva fino a Bardonecchia sotto quella che è l’attuale “passeggiata” estiva di tanti turisti e residenti. In località Pié de Condemine nel canale si innestava un’altra presa d’acqua dal torrente Rho quindi, passando vicino all’attuale piazza della Fiera, alle spalle della Parrocchia, attraversava il Borgo Vecchio fino al torrente Frejus dal quale veniva ancor più alimentato fino a confluire nelle vasche di decantazione, a monte ed in corrispondenza dell’attuale centrale Enel. In quest’ultimo posto dovevano trovarsi i compressori (l’attuale via Montello era denominata “via dei compressori”), azionati dal salto d’acqua, che fornivano l’aria compressa necessaria al funzionamento della trivellatrice inventata dall’ingegnere belga Maus, successivamente perfezionata dall’ing. Sommeiller ed utilizzata per il traforo ferroviario del Frejus. 
Atto di Battesimo di Bonino Giacomo Giov. Battista
Attigua alle vasche di decantazione ormai interrate, è visibile ancor oggi la casa del guardiano che aveva il compito di tenere pulite da fogliame e rami le varie griglie, nonché quello di sorvegliare tutto il canale, data la comprensibile importanza che l’acqua aveva nel caso specifico. In una notte di agosto inoltrato, il guardiano, un tal Goria, uno degli oltre tremila operai che contribuivano alla realizzazione del traforo, percorreva a passo lento il sentiero lungo i canali, rischiarando a malapena il buio più profondo con la sua lanterna quando udiva in lontananza un grido straziante: al soccorso, au sécours!; poi più nulla. Erano le 23 e 45 del giovedì 20 agosto 1868. Tese l’orecchio per cercare il ripetersi del grido e la sua provenienza, ma il silenzio della notte agostana ristagnante gli fece riprendere, seppure profondamente turbato, il cammino d’ispezione alla luce della lanterna.

Vita della parrocchia (2007)


VITA PARROCCHIALE
CAPODANNO – La Chiesa celebra la quarantesima Giornata mondiale della Pace: “Persona umana: cuore della pace”.  Quello della pace è un annuncio natalizio dato dagli angeli: «Pace in terra agli uomini di buona volontà». La parola “pace” viene stampata a grandi lettere sulle bandiere fatte sfilare nei cortei; vengono coniati degli slogan e organizzate marce della pace. Tutte queste iniziative, pur lodevoli, restano mera coreografia se il valore della pace non nasce e si sviluppa in un cuore che sia in pace con Dio e con se stesso.
«In Cristo noi possiamo trovare le ragioni supreme per farci fermi paladini della dignità umana e coraggiosi costruttori di pace» (dal Messaggio di Benedetto XVI).
EPIFANIA – Per questa nostra società laicizzata l’Epifania è ridotta alla festa della Befana. Si tratta invece di una grande festa cristiana che celebra la manifestazione di Gesù vero uomo e vero Dio, agli uomini. I Magi arrivano a Cristo dopo un lungo e faticoso viaggio: segno della ricerca della fede da parte degli uomini di buona volontà.
In questa ricerca si frappone la voce di Erode. Una voce convincente, gentile e, allo stesso tempo, ingannevole.
«Oggi gli anticristiani conducono la loro battaglia all’insegna degli stessi valori cristiani, e purtroppo tanti cristiani ci cascano. L’eutanasia si pratica nel nome della dignità della vita e della misericordia. L’eugenetica nel nome di non recare dolore agli innocenti. L’aborto nel nome della libertà della donna. Il matrimonio omosessuale nel nome dell’amore col prossimo. Tra poco, anche la poligamia sarà concessa nel nome del rispetto delle persone e delle minoranze. Le orde barbariche del laicismo una cosa sola sanno: che il cristianesimo è un ostacolo a quella dittatura del relativismo che ci vogliono imporre.
Per arrestare il degrado morale, per salvare la civiltà, occorre una nuova, più difficile resistenza di credenti e non» (da Il Giornale del 24-12-2006, di Marcello Pera).
La Messa delle ore 11 è animata dalla soprano Elena Canale che, al termine della celebrazione, esegue un breve concerto di brani natalizi, apprezzato e calorosamente applaudito.