21/10/17

Bardonecchia e la Grande Guerra – 6 (2016)

Bardonecchia e la Grande Guerra – 6
CANONICO DON GIUSEPPE FRANCOU

Giuseppe Augusto Francou era nato a Marsiglia il 10 luglio 1883, figlio di una famiglia bardonecchiese che aveva abbandonato il paese in seguito alla disastrosa alluvione del 1873(61) dovuta all’esondazione del torrente Rhô che portò la distruzione di una buona parte del paese. La casa dei coniugi Francou era andata distrutta ma loro si erano fortunosamente salvati: emigrarono in Francia, a Marsiglia, dove avevano dei parenti che li accolsero.
Leggiamo nell’atto di nascita che quando nacque Giuseppe la mamma Filomena aveva 27 anni (era nata nel 1855) e che il padre Celestino, nato nel 1851, faceva il “garçon d’hotel”, il cameriere in un albergo. I genitori erano ritornati a Bardonecchia quando Giuseppe era ancora bambino: il 26 agosto 1885 nascerà a Bardonecchia il loro secondo figlio, Francesco Luigi Emilio, e il 12 ottobre 1887 il terzogenito, Oreste Luigi.
Giuseppe frequentò le scuole elementari del paese; bravo studente e ragazzo di buona indole, fu inviato a completare gli studi nel Seminario di Susa. Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1906 dal Vescovo di Susa, Monsignor Carlo Marozio; si trasferì quindi a Torino dove continuò gli studi presso i Salesiani, laureandosi in Teologia. A Torino si dedicò anche alla sua passione, la musica: si iscrisse al Liceo Musicale (oggi Conservatorio G. Verdi) e conseguì il diploma di organista.
Quando era ancora chierico, nel 1903, ricevette la chiamata di leva e fu lasciato in congedo illimitato. Come tutti gli ecclesiastici anche Don Francou con la Prima guerra mondiale fu richiamato alle armi per mobilitazione: a 33 anni, nel luglio del 1916, era nella Prima Compagnia di sanità. Nell’agosto dello stesso anno fu riformato per «mancanza della totalità dei denti e carie estesa» come fu certificato dall’Ospedale Militare di Torino e infine nel settembre congedato. Ma la guerra continuava a chiedere rinforzi e Giuseppe Francou fu rivisitato nel Distretto di Pinerolo il 28 gennaio 1918, dichiarato abile di prima categoria ma «dispensato dalla chiamata alle armi perché ministro di culto avente cura di anime»(62). Don Francou in effetti in quegli anni, dal 1917 al 1919, era Parroco di Les Arnauds.
Finalmente nel dicembre 1918, a guerra finita, fu mandato in licenza illimitata. Don Francou trascorse tutta la sua esistenza a Susa dove fu professore al Seminario e organista della Cattedrale. Conduceva una vita molto semplice e ritirata insieme alla mamma, in un alloggetto presso la chiesa del Suffragio. La semplice abitazione era rallegrata dal suono del pianoforte che Don Francou suonava al ritorno dalle lezioni o dalla Cattedrale.
Insegnò al Seminario di Susa fino al 1936, alla sua scuola si formarono tanti sacerdoti e per l’affetto con cui è ricordato vogliamo riprendere le parole di un suo alunno, Don Giuseppe Barella63: «Era diverso da tutti gli altri professori per modi e movimenti particolari e inconfondibili. Entrando in classe si toglieva il cappello lucido passando la coppa sull’avambraccio come per allineare, in perfetto ordine, eventuali peli ribelli sollevatisi nel lento camminare per la città. Poi un bel segno di Croce: un gesto particolare, ampio, carico di effetto come per raccogliere tutto il corpo in perfetta sintonia con Dio. Infine passava la mano, ben distesa, sul capo per richiamare all’obbedienza quei quattro capelli che gli facean corona. E la lezione incominciava accompagnata tutta intiera dal suo sistematico sorriso distensivo. Un sorriso contagioso che ti toccava dentro e che ti faceva capire che ogni parola era diretta proprio a te.


Atto di nascita di Francou Joseph Auguste, Archives départementales des Bouches-du-Rhône, Registres paroissiaux et état civil.
I suoi allievi erano sempre attenti, conquisi dalla sua bontà perché era un maestro veramente buono»(64).
Nel 1928 divenne Canonico onorario della Cattedrale di Susa dove diede vita alla Schola Cantorum del Seminario e alla sua scuola maturarono autentici esperti in musica sacra(65). «Faceva gran festa il Can. Francou quando si sentiva attorniato dalla cantoria del Seminario. […] I chierici, in cotta bianca, attenti e raccolti sembravano un coro d’angeli. Il Can. Francou li osservava ad uno ad uno: un saluto e un sorriso per tutti. Prima di iniziare, però, estraeva dalla profonda tasca un pacco di color bleu. Lo apriva consegnandolo al direttore che, deposta la bacchetta, distribuiva il dolce contenuto: un “ciôciet” di liquerizia nera in piccoli cubetti. Con quel saluto, con quel sorriso, il canto si trasformava in sublime preghiera»(66).
Don Francou fu l’artefice dei progetti della trasformazione dell’organo della Cattedrale di San Giusto, in collaborazione con il celebre organaro Carlo Vegezzi Bossi e nel 1932 fu nominato organista al grande organo Vegezzi Bossi di San Giusto. Da quel momento l’organo divenne tutto suo. «Prese formidabile possesso delle mille canne di cui l’organo era stato dotato: mille canne che rispondevano avide e gioiose al tocco delle sue mani. Prima di sedersi al podio, raccoglieva il soprabito sulle ginocchia: tastiera e pedaliera in suo possesso.
Mani e piedi si muovevano all’unisono quasi giocherellando in ritmico passo tra i sentieri meravigliosi di un’arte sconfinata»(67). E poi, quando la musica era finita, «il Can. Francou spegneva l’organo lasciando ai mantici il compito di svuotarsi dall’aria compressa; scendeva per la scaletta tutta sconnessa e paurosa: sostava al centro della navata per la timida genuflessione di congedo […]. E se ne usciva il Can. Francou, raccolto nel suo mantello, con nel cuore l’eco della sua musica. E se la portava questa musica, fin nella sua cameretta solitaria e fredda»(68).
Quest’uomo semplice e buono era anche un compositore. Don Paolo Di Pascale ricorda alcune sue composizioni: l’inno del Seminario che si cantava nelle accademie e l’inno composto in occasione del Congresso eucaristico per il 9º centenario di San Giusto.

“Salve o mistica dimora                                Qui siam piccolo drappello,
dove in provvida temperie                             ma legion diventeremo
si maturan di ora in ora                                se si contino all’appello
i ministri del Signor.                                      i fratelli d’ogni suol.
Tu che al buono, al bello, al vero                  Qui ci stringe un ideale
e nel tempio e nella scuola                            di virtute in virtute
vai formandoci il pensiero,                            di scacciar dal mondo il male
noi t’amiam d’amor sincer.                           per trionfo di Gesù”(69)

Quando il Can. Francou tornava a Bardonecchia, ricorda Don Paolo Di Pascale, anche l’organo di Sant’Ippolito prendeva una voce speciale, quella delle sue mani che sapientemente usavano registri che altri organisti non adoperavano e ne usciva una musica celestiale.
«Tornava sempre volentieri tra di noi, sempre pronto per la predicazione, per il ministero sacro e per decorare le funzioni solenni all’organo, con il suo vero talento musicale.
Il suo spirito eletto si ricreava nel ricordo della giovinezza trascorsa quassù, si intratteneva con tutti parlando il “patois” e interessandosi vivamente alle vicende locali.
Voleva tanto bene a Bardonecchia e i suoi compaesani lo ricambiavano, per la sua squisita bontà e la dolcezza della sua anima»(70).
Il Can. Francou morì a soli 65 anni, il 5 febbraio 1948, a Susa nell’Istituto Vazone, presso le Suore di S. Francesco. «Il Parroco [di Bardonecchia] con un gruppo di amici partecipò ai funerali svoltisi nella Cattedrale di Susa in maniera imponente. Il 19 febbraio nella nostra Parrocchia il Clero della Vicaria e la popolazione si unirono in commosso tributo d’affetto alla memoria del caro Scomparso»(71).
Ma è ancora a Don Barella che affidiamo l’ultimo ricordo di questo sacerdote che rimase sempre umile nella sua grandezza: «E l’anima del Can. Francou ritornò a Dio portandosi dietro tutta quanta la sublimità della sua vita. Quell’umile grande prete portò in cielo le melodie di questa terra. A noi rimane il ricordo caro della sua bontà, del suo sorriso, della sua pazienza, della sua fede e l’ultimo accordo d’una pastorale: un concerto di campane»(72).

note ___
61 Fu questa alluvione che «negli anni 1872-1873 allagava numerose case del Borgovecchio nella regione detta “Bertrand” lasciando una ventina di famiglie senza tetto. Queste famiglie furono costrette ad emigrare e si stabilirono in Francia ed in Brasile in cerca di migliore fortuna. Fu questa alluvione che seppellì e distrusse la Cappella del Saint Sépulcre, dove oggi sorge il Palazzo delle Feste; una cronaca dell’epoca ci dice che, in un mare di fango e di pietre, emergeva appena il colmo del tetto della cappella, con una piccola croce», Don G. Paolo Di Pascale, Storia, arte, folklore, in AA.VV., Bardonecchia e le sue valli, Edipress, Torino 1991, p. 26.
62 Foglio matricolare di Francon [sic] Giuseppe.
63 Don Giuseppe Barella (don Pini), nato a Sant’Ambrogio nel 1920 e morto nel 1994, fu Parroco di Chianocco dove fondò l’asilo infantile che ora porta il suo nome.
64 Don Giuseppe Barella, “Il Canonico Giuseppe Francou” in Raccontavalsusa, Tipolito Melli, Borgone di Susa 1989, p. 111.
65 Suoi allievi furono: «Il Can. Oreste Cantore (che diresse la Schola per molti anni), Don Giuseppe Ugetti, Don Luigi Pautasso, Don Ferdinando Godone, il prof. Luigi Favro, il m.o Arrigo Ramella, e molti altri, sacerdoti e laici, che nelle rispettive parrocchie hanno dato un notevole contributo allo sviluppo del canto sacro». Da “Federazione Diocesana delle cantorie Valsusine”, in: http://www.coridiocesidisusa.org/cantorie/susa.htm
66 Don Giuseppa Barella, op. cit., p. 112.
67 Op. cit., p. 112.
68 Op. cit., p. 113.
69 “Inno del Seminario”, parole e musica di Don Francou (dai ricordi di Don Paolo Di Pascale e di Don PaoloMolteni).
70 “Il Canonico teologo Giuseppe Francou”, testo di Don Bellando, in Bollettino parrocchiale di Bardonecchia, 1976, p. 77.
71 Bollettino parrocchiale di Bardonecchia, 1948-agosto, p. 10.
72 Don Giuseppe Barella, op. cit., p. 113.

FONTI:
Testimonianza di Don Gian Paolo Di Pascale. • Don Giuseppe Barella, “Il Canonico Giuseppe
Francou”, in Raccontavalsusa, Tipolito Melli, Borgone di Susa 1989, pp. 111-113. • Don Francesco Bellando, “Il Canonico teologo Giuseppe Francou”, in Bollettino parrocchiale di Bardonecchia, 1976. • Bollettino parrocchiale di Bardonecchia, 1948-agosto. • Archivio di Stato di Torino, foglio matricolare di Francon [sic] Giuseppe. • Archivio Parrocchia Sant’Ippolito di Bardonecchia, atti di battesimo dei fratelli di Don Francou, di battesimo e matrimonio dei genitori. • Archives départementales des Bouches-du-Rhône, Registres paroissiaux et état civil, atto di nascita di Francou Joseph Auguste. • Don G. Paolo Di Pascale, Storia, arte, folklore, in AA.VV., Bardonecchia e le sue valli, Edipress,Torino 1991, p. 26.