01/03/06

Gruppi e Associazioni (2005)

Dal Gruppo Scout
GRUPPO CARITAS
AVIS Bardonecchia


ASSOCIAZIONE NAZIONALE CARABINIERI
4º CONCORSO LETTERARIO
GITA SOCIALE         
Gli amici della C.R. ricordano Franzo Ruscica                                               
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DAL GRUPPO SCOUT
Il nuovo anno scout 2005/2006 si è aperto quest’anno con la giornata di gruppo di sabato 22 ottobre: molti nuovi cuccioli sono entrati in branco, un lupetto ha fatto la sua “corsa di primavera” (dal racconto della  Storia della Giungla in cui Mowgli lascia i suoi fratelli lupi per andar tra gli uomini) ed è quindi diventato un esploratore ed un gruppetto di ragazzi è “passato” in noviziato. Anche nella schiera dei capi ci sono novità: in branco ad Akela (Valeria), Kaa (Silvia) e Baloo (D. Giorgio) si sono affiancati Bagheera (Adriana) e Fratel Bigio (Pietro); Michele, prima da solo ed ora con Ilaria, tornato adesso da un periodo di studio e lavoro in Cina, continuano con costanza e volontà a seguire i ragazzi del Reparto con l’aiuto tecnico di Pasquale; il nuovo noviziato può contare sulla presenza di Cinzia e D. Giorgio.

Azione Cattolica (2005)

Gianbattista Ugetti 
La maestra Matilde Chareun
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BELLE FIGURE DI AZIONE CATTOLICA
Continuando l’iniziativa dello scorso anno vogliamo ricordare ancora qualche figura di iscritti che hanno vissuto a fondo l’ideale dell’Azione Cattolica “preghiera, azione, sacrificio” e sono stati per noi veramente ”sorelle e fratelli maggiori”.

La maestra Matilde Chareun
Viene alla mente la figura della maestra Matilde Chareun che ricordiamo ormai anziana parrocchiana sempre presente nella nostra chiesa, vicina ai bambini che occupavano i primi banchi, infatti continuò tutta la vita ad educarli anche quando era ormai lontana dalla scuola.
Scrive di lei il Bollettino parrocchiale del 1953:
«Gli 88 anni della “Maestra” autorizzavano ormai il pensiero di una prossima fine, ma la sua preziosa esistenza era divenuta una istituzione così viva, una tradizione così bella della nostra Bardonecchia, che il mattino del giovedì 9 aprile 1953, quando si diffuse la notizia della sua morte, restammo tutti dolorosamente sorpresi.
La sua fu una umile vita, spesa nella quotidiana fedeltà al dovere accettato come santa manifestazione della volontà di Dio. Era conosciuta da tutti: la sua esistenza, per il desiderio di restare nascosta nel silenzio, sembrava destinata a non uscire dalla penombra del proprio riserbo; ma vi sono valori che contano assai più dei successi passeggeri della vita e a un certo punto sono destinati a risplendere per l’esempio e il conforto di tutti».
Aveva iniziato l’insegnamento nella Scuola Elementare a 18 anni con l’ideale non solo di insegnare, ma di formare nei piccoli le basi della fede e della bontà. Teneva le lezioni di catechismo; preparava i bambini della Prima Comunione, e per completare la loro istruzione e anche per farli giocare li accoglieva nella sua casa (ora Casa Barneaud vicino alla Canonica) come in un oratorio. La sua fu una vita di preghiera con Santa Messa, Comunione quotidiana e amore per la Parola di Dio che meditava a lungo ogni giorno.
L’Azione Cattolica di Bardonecchia deve molto alla maestra Chareun, infatti si prodigò soprattutto per fondare l’Associazione delle Donne Cattoliche che diventò fiorente ed utile alla vita parrocchiale e che ancora oggi raccoglie numerose iscritte. «Avrebbe voluto che tutte le donne del paese fossero iscritte all’Associazione perché tutte avessero un aiuto maggiore nel compimento del proprio dovere e si sentissero spinte a corrispondere alla grazia del Signore», scrive di lei il Bollettino del 1953. Anche oggi l’Associazione può essere utile alla formazione di tutti noi iscritti ed alle attività della vita parrocchiale.

Pellegrinaggi (2005)

PELLEGRINAGGIO A N. D. DU LAUS 
E A SAINTE MADELEINE DU BARROUX
PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A N.D. DU CHARMAIX
PELLEGRINAGGIO AI SANTUARI DELLA SICILIA
BARDONECCHIA CON L’O.F.T.A.L. A LOURDES
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Foto omesse
INOSTRI PELLEGRINAGGI

PELLEGRINAGGIO A N. D. DU LAUS E A 
SAINTE MADELEINE DU BARROUX
Il nostro viaggio inizia mercoledì 24 agosto, festa di San Bartolomeo. Don Franco ci accoglie sul pullman in Piazza della Fiera. Siamo una trentina, oltre a un gruppo meno numeroso che ci raggiungerà con le macchine direttamente a Barroux. Il pullman sale senza fretta al Monginevro e in tarda mattinata giungiamo a Notre Dame du Laus, la nostra prima tappa. Qui, in una valle solitaria, nel 1664 la Vergine Maria è apparsa alla pastorella Benedetta Rencurel, chiedendole di costruire una chiesetta e promettendole che in questo luogo si sarebbero realizzate molte grazie di conversioni, attraverso la Confessione e la Comunione. In quattro secoli i pellegrinaggi non si sono mai interrotti e si avvera così la promessa di Maria: «Non ci si convertirà veramente senza essere incoraggiati dalla dolcezza della misericordia».
La primitiva Cappella di N. D. du Laus. (foto D. Calonghi)
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L'anno dei 2 Papi .C'eravamo anche noi (2005)

L’ANNO DEI DUE PAPI
C’ERAVAMO ANCHE NOI
GUIDA SICURA PER DARE SPERANZA
I NOSTRI PAPI
Foto omesse
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L’ANNO DEI DUE PAPI
COMMEMORAZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
nella Messa funebre celebrata in S. Ippolito giovedì 7 aprile 2005,
vigilia dei solenni funerali previsti in S. Pietro venerdì 8 aprile, ore 10.
 Giovanni Paolo II nel giorno del solenne
inizio del suo ministero di Pastore universale
della Chiesa, il 22 ottobre 1978. 
(foto Archivio)

Ringrazio tutti voi per avere accolto l’invito, questa sera, alla vigilia dei solenni funerali, che si terranno  domani in Piazza S. Pietro a Roma, del compianto Papa Giovanni Paolo II, come da più parti già chiamato “Magno”, cioè “Grande”, a celebrare questa Eucaristia per lui e a commemorarne la nobile figura.
Un particolare ringraziamento al Sindaco e a tutte le Autorità presenti.
Alla notizia della scomparsa del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, avvenuta sabato 2 aprile alle ore 21,37, tutto il mondo si è fermato e inchinato, in segno di lutto, per la morte di un grande uomo. Di un grande “uomo di Dio”. E, forse, proprio in questa circostanza, tutti noi abbiamo provato viva consapevolezza di quanto sia stata forte nelle coscienze la parola del suo Magistero. Un affetto verso il Romano Pontefice
che proviene non solo dall’Italia, in cui il Papa, pur essendo di tutti, lo sentiamo particolarmente nostro, ma da ovunque, nel mondo, giungono testimonianze e tributi di stima, di affetto e di sincere condoglianze. Stiamo tutti constatando, con positivo stupore, come stiano arrivando a Roma folle straripanti da ogni parte del pianeta per dargli domani un ultimo saluto terreno.
Ed anche noi, questa sera, idealmente, vogliamo sentirci presenti nella Patriarcale Basilica di S. Pietro, a pregare accanto alla Sua Persona, riconoscenti per il bene ricevuto. Il Papa è là, rivestito con i paramenti rossi, stabiliti dalla Chiesa, tra l’altro, per la Commemorazione degli Apostoli. Il Papa è successore dell’Apostolo Pietro.
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I RESTAURI DELLE OPERE D’ARTE (2005)

COMPLETATI I RESTAURI DELLE OPERE D’ARTE
Nel corso del 2005 si sono conclusi i restauri delle principali opere d’arte che arredano la nostra chiesa, iniziati già nell’anno passato. A tale proposito si richiama la cronaca pubblicata sul numero precedente del Bollettino, che relaziona circa il Retable, la predella d’altare e vari interventi su statue lignee e tele.
Il restauro dell’antico Coro proveniente dall’Abbazia di Novalesa, posto a coronamento del presbiterio, è senza dubbio, tra i restauri compiuti quest’anno, il lavoro più impegnativo e degno di attenzione.
Si tratta, come scrisse il Parroco don Vachet, che l’aveva acquistato dall’Abbazia di Novalesa e ricomposto a Bardonecchia nell’inverno del 1829, «di 17 stalli, di cui per mancanza di spazio, uno eliminato (e andato perso), ed uno ridotto». Quanto alla datazione dell’arredo, scrive lo storico Des Ambrois, che: «fu l’Abate Vincenzo Aschieris di Giaglione – Abate di Novalesa dal 1398 al 1452 – a commissionare l’opera». In effetti lo stemma degli Aschieris compare dipinto nei postregali dei primi stalli di destra e sinistra.
San Pietro sulla fiancata del primo
stallo di destra, riportato alla luce dopo
il restauro. 
(foto G. Elia)
Continua il Des Ambrois: «Si può pertanto datare l’opera attorno al quarto decennio del ’400». Siamo di fronte ad un’opera che si avvicina ai 600 anni di storia. La fase preliminare del restauro ha visto uno studio non indifferente circa il da farsi, con sopraluoghi e pareri diversi messi a confronto, principalmente tra il funzionario della Soprintendenza il dott. Claudio Bertolotto, il prof. Guido Gentile storico studioso del nostro
Coro, la dott.ssa Mariapia Dal Bianco, i restauratori Massimo Ravera, Lucio de Vero ed Enzo Giovine.
Concordata la tesi del restauro conservativo più radicale, il Coro è stato interamente smontato e imballato in circa 130 pezzi, nel mese di aprile, e trasferito nel laboratorio di Massimo Ravera a Benevagienna per il restauro ligneo. Successivamente, per quanto riguarda il restauro pittorico dei pannelli superiori, portato nel laboratorio Giovine-de Vero di Torino.
Il restauratore Massimo Ravera alle prese con gli ultimi ritocchi. (foto G. Elia)
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I NOSTRI PELLEGRINAGGI (2005)

N. D. DU LAUS E A SAINTE MADELEINE DU BARROUX
PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A N. D. DU CHARMAIX
PELLEGRINAGGIO AI SANTUARI DELLA SICILIA
CON L’O.F.T.A.L. A LOURDES
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I NOSTRI PELLEGRINAGGI

PELLEGRINAGGIO A N. D. DU LAUS
E A SAINTE MADELEINE DU BARROUX
La primitiva Cappella di N. D. du Laus. (foto D. Calonghi)
Il nostro viaggio inizia mercoledì 24 agosto, festa di San Bartolomeo. Don Franco ci accoglie sul pullman in Piazza della Fiera. Siamo una trentina, oltre a un gruppo meno numeroso che ci raggiungerà con le macchine direttamente a Barroux. Il pullman sale senza fretta al Monginevro e in tarda mattinata giungiamo a Notre Dame du Laus, la nostra prima tappa. Qui, in una valle solitaria, nel 1664 la Vergine Maria è apparsa alla pastorella Benedetta Rencurel, chiedendole di costruire una chiesetta e promettendole che in questo
luogo si sarebbero realizzate molte grazie di conversioni, attraverso la Confessione e la Comunione. In quattro secoli i pellegrinaggi non si sono mai interrotti e si avvera così la promessa di Maria: «Non ci si convertirà veramente senza essere incoraggiati dalla dolcezza della misericordia».

L’ANGOLO DELLA CULTURA (2005)


L’ANGOLO DELLA CULTURA

«Il secolarismo tocca la mentalità del battezzato e lo spinge ad escludere anche solo il parlare delle cose che riguardano la nostra fede. Una forma di rispetto umano e d’insicurezza porta il cristiano ad avere timore di parlare di Dio e del Salvatore addirittura in famiglia, tra le mura domestiche. Non ci si accorge che il peso dei problemi umani diventa troppo oneroso se portato da solo. Cristo è la via, la luce di verità e la forza per risolvere le difficoltà della nostra vita».
«Vi è in alcuni cristiani una difficoltà ad unire fede e culto e la liturgia con la vita. Ci si dimentica che la domenica è il giorno nato dalla Pasqua e per celebrare la Pasqua... È urgente uno sforzo della Chiesa a tutti i livelli, per vivere in modo sempre più consapevole nell’assemblea domenicale, la celebrazione della Pasqua di Cristo».
«La Chiesa primitiva vive dell’Eucaristia domenicale come momento essenziale della vita dei fedeli per cui alcuni cristiani preferiscono il martirio piuttosto che la rinuncia a partecipare alla Messa. I martiri di Abitene nel 304 affermano davanti ai giudici: “Senza la domenica non possiamo vivere”».

«Il Vescovo si adoperi perché i fedeli affidati alle sue cure crescano in grazia mediante la celebrazione dei Sacramenti
e perché conoscano e vivano il mistero pasquale» (C.D.C. n. 387). (foto A. Polinetti)
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