26/09/11

150 METRI CUBI DI MASSI CICLOPICI

PARROCCHIA S. ANTONIO ABATE · MELEZET
150 METRI CUBI DI MASSI CICLOPICI PIOMBANO SULLA STRADA PROVINCIALE DI MELEZET


La frana del Melezet: i massi hanno distrutto il vecchio ristorante della Scala.
Centocinquanta metri cubi di massi ciclopici sono piombati sulla strada provinciale di Melezet venerdì 21 maggio 2010, tra le 19 e le 20,30. Una tragedia sfiorata: in quel momento non transitava nessuno. La violenza è stata inaudita. I massi rotolati sulla strada e dintorni si sono staccati da una vasta porzione di roccia, sita molto in alto tra le rocce del Rouas e la cava di gesso. Naturalmente scendendo così rovinosamente hanno tranciato di netto tutte le potenti reti di protezione, sistemate nel 2006 nel corso di lavori di contenimento su un lungo tratto che costeggia la strada.

MANIFESTAZIONI ESTIVE ANNO 2010

Il 26 giugno, vigilia di S. Pietro, l’Asso Agri Rochemolles ha festeggiato i suoi soci offrendo una cena, nel tendone antistante la chiesa, in segno di riconoscenza per la collaborazione e per la messa a disposizione dei propri fondi. Ancora un sentito ringraziamento, in quanto non fosse per la loro disponibilità, l’Associazione non avrebbe modo di esistere, ed operare, con lavori e manutenzione del territorio.
 Le serate dedicate alle erbe sono state due, si sono svolte nella sede dell’Asso Agri Rochemolles:
la cuoca Anna Sainato nella prima serata ha cucinato le erbe selvatiche raccolte sul nostro territorio ed il dott. Massara ne ha spiegato le proprietà. La seconda, è stata dedicata ai fiori. La giornata dedicata alla “soupe aux erbes sauvages” è stata organizzata nelle piazzette antistanti il museo etnografico: diverse persone di Les Albert hanno partecipato in segno di amicizia, in quanto abbiamo collaborato fattivamente ad una loro manifestazione, tenutasi nel mese di giugno a Les Albert. Il pubblico intervenuto numeroso ha apprezzato il menu semplice e gustoso, a base di prodotti semplici e naturali del nostro territorio.
La S. Messa al Picreaux,
domenica 25 luglio 2010. (foto: Tancini)
(foto: Pagnotto)











Nel corso della stagione l’Associazione è intervenuta con lavori straordinari a rendere agibili percorsi e sentieri di montagna, come il sentiero geologico dello Scarfiotti, rifacendo la passerella pedonale che durante la scorsa stagione era stata danneggiata, ed in occasione dei mondiali di tuffi svoltasi nel mese di ago sto alla diga di Rochemolles, il sentiero del Pigiriau rifacendo la passerella e la sua messa in sicurezza rendendolo praticabile anche in bicicletta.

Nel mese di agosto, nella chiesa parrocchiale è stato presentato il libro degli autori Edoardo Tripodi e Walter Re intitolato “Rochemolles la Decauville, la diga, la strada, la luce”; durante la serata, è stato proiettato anche un filmato inedito girato a Rochernolles nell’anno 1964.

Per concludere la stagione, come ogni anno il sig. Domenico Pagnotto ha presentato una rassegna fotografica che documenta la stagione.
[Mirella Simiand]


ROCHEMOLLES AVRÀ UN OSSARIO NEL SUO CIMITERO

Dopo anni di dibattiti, ma soprattutto di richieste da parte dei nativi di Rochemolles, la scorsa settimana la Giunta ha approvato il progetto definitivo di cellette ossarie e cinerarie nel cimitero della frazione. Soddisfatti anche i promotori, nonché anime del progetto, il consigliere Roberta Allizond e l’assessore alle frazioni Michele Bertessa.

Si tratta di un piccolo fabbricato che verrà appoggiato ad angolo sul muro perimetrale occidentale del cimitero, senza apportare modifiche dell’esistente. Avrà un altezza di 2,35 m. per una lunghezza di 4x4 metri. Ospiterà 48 cellette, più una parte comune per coloro che non desiderano acquistare il loculo. Il costo complessivo dell’opera, che verrà realizzata in primavera appena le condizioni meteo lo consentiranno, ammonta a 52.000 Euro.
Attualmente chi deve riesumare i resti del corpo del proprio congiunto è costretto a portarli nel cimitero di Bardonecchia. Con questa opera i nativi potranno continuare a rimanere legati al proprio territorio anche dopo la riesumazione.

«Già nelle frazioni di Millaures e Melezet-Les Amauds è disponibile un ossario – ha sottolineato l’assessore Bertessa –, ma per entrambi i cimiteri, la loro capienza è ormai esaurita, quindi anche in questo caso l’amministrazione dovrà in futuro provvedere ad ampliare gli ossari». [L.M.]


LA FESTA PATRONALE DI S. PIETRO APOSTOLO

Domenica 27 giugno si è celebrata la festa patronale di S. Pietro Apostolo. Una bella giornata ha raccolto tanta gente nel paese che, da questa celebrazione, riprende un po’ la sua vita con le intense manifestazioni del periodo estivo.
La conclusione della Messa di S. Pietro.
Nell’atrio la Cantoria esegue “Signore delle cime”.
(foto: Pagnotto)
La Santa Messa è stata celebrata dal Parroco e la Cantoria di Sant’Ippolito di Bardonecchia ha svolto la parte musicale, diretta da Fabrizio Blandino e accompagnata alla tastiera da Stefania Balsamo: una esecuzione molto bella e apprezzata, anche per il numero dei cantori, un po’ sacrificati negli stretti spazi del coretto: anche da queste righe rinnoviamo il grazie più sentito.

È l’occasione in cui ritornano, almeno per un giorno, a Rochemolles le cose più preziose della nostra chiesa che sono custodite nel Museo d’arte sacra di Melezet: la croce processionale in argento del 1500 e la statua della Madonna, della stessa epoca, recentemente restaurata. Dopo la S. Messa si è svolta la tradizionale processione sino all’inizio del paese, con una buona partecipazione e le case ornate con segni di fede e di festa, in onore del Santo Patrono.

La strettoia di Millaures

L’ETERNO PROBLEMA DELLA STRETTOIA

La strettoia di Millaures – passaggio obbligato per chi, da Bardonecchia, vuole salire alla borgata Cianfuran o all’hotel Jafferau – è troppo pericolosa, e bisogna fare qualcosa, in vista dell’inizio imminente della stagione invernale. Lo chiedono un centinaio di persone, tra bardonecchiesi e villeggianti, che hanno fatto una petizione, affinché il Comune installi almeno un semaforo a senso alternato, e temporaneo, per evitare possibili incidenti.
La richiesta è stata già depositata in municipio, come spiega la portavoce della borgata Emma Orsi, residente da un paio d’anni a Cianfuran.
S. Claudio: la neve caduta dal tetto della Cappella...
 per fortuna era notte!Il tetto è stato poi completato
con i paraneve, a cura di Claudio Guiffre. (foto: A.M. Blanc)
«È necessario che il Comune installi un semaforo a senso alternato, temporaneo almeno per la stagione invernale e per il weekend.

Perché soprattutto nel fine settimana sono numerose le auto che salgono e scendono passando da questa strettoia, e disagi se ne creano spesso, nonché pericoli – afferma la Orsi – proprio sulla strettoia ci sono delle abitazioni, con anziani che scendono di casa, e quando passano le auto devono fare attenzione a non essere investiti, stando attaccati al muro. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi, soprattutto ora che inizierà la stagione invernale, con l’arrivo di villeggianti e turisti».

GESTIONE ASSOMONT PER LO CHALET PIAN DEL COLLE

C’era aria di rinnovo nello Chalet Pian del Colle, sabato 12 dicembre, in occasione dell’apertura ufficiale delle piste di fondo, già ben innevate e ben battute. Da venerdì scorso,       ', infatti, la struttura, di proprietà comunale, è stata concessa in gestione al Consorzio Assomont. Con una convenzione siglata dai due enti, Assomont si è assunto il compito di gestire per 12 anni lo chalet, da anni purtroppo funzionante a mezzo servizio. Il canone pattuito è di 6.000 Euro l’anno, ma l’Assomont anticipa tre annualità impegnandosi ad eseguire dei lavori di ristrutturazione di cui necessita l’immobile.
Lo Chalet dispone di tre piani, se si considera anche il seminterrato. All’ingresso c’è un locale segreteria, un locale per eventuale bar e sala di relax, una stanzetta per noleggio sci e scarpe per il fondo. Al piano di sopra ancora un ampio salone, e nel seminterrato spogliatoi, servizi igienici e docce maschi e femmine. E all’esterno, garage per ricovero mezzi battipista.

25/09/11

Per non dimenticare - Gli anni di guerra


  Don Anselmo Tournoud,
  Parroco di Melezet dal 1920 al 1944,
negli anni tragici della guerra.
Èuna prerogativa delle persone di “una certa età” riandare con la mente al tempo passato. In questa occasione vorrei ricordare episodi di vita vissuta in parte per esperienza personale ma per lo più raccolti dalla viva voce di chi questi li aveva vissuti prima di me negli anni – neppur poi tanto lontani – Quaranta e Cinquanta del secolo passato.

In quegli anni l’acqua potabile non aveva ancora raggiunto l’interno delle case e per le necessità della famiglia e degli animali nelle stalle ci si doveva rifornire con i secchi alle fontane del paese. Le fontane servivano poi anche come punto di incontro per le donne del paese che qui si ritrovavano per lavare i panni nella parte attrezzata a lavatoio.

Anche gli animali necessitavano di acqua e così le donne, specialmente le più giovani, provvedevano alla bisogna riempiendo i secchi e trasportandoli con la “balance”, una specie di giogo da appoggiarsi alle spalle e dove i secchi venivano agganciati alle estremità. Lavoro estremamente pesante e difficoltoso, specialmente in inverno, quando alla base delle fontane si formavano lastre di ghiaccio.