08/08/20

S.E. Mons. Cesare Nosiglia - Bollettino 2019

 S.E. Mons. Cesare Nosiglia
Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa

Mons. Cesare Nosiglia è nato il 5 ottobre 1944 a Rossiglione, nella diocesi di Acqui e provincia di Genova. Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Acqui Terme è stato inviato a Roma per proseguire la sua formazione, conseguendo la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense e quel- la in Sacra Scrittura presso il Pontifico Istituto Biblico. È stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1968 per la diocesi di Ac- qui. Gli incarichi pastorali più significativi da lui svolti sono: dal 1968 al 1975, studente a Roma e Collaboratore nella Parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi; dal 1971 al 1983, Addetto all’Ufficio Catechistico Nazionale della C.E.I.; dal 1975 al 1991, Collaboratore nella Parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti; dal 1978 al 1980, Docente di Teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo; dal

06/08/20

IL TERRIBILE FLAGELLO - Bollettino Parrocchiale 2019

Mentre il manoscritto del nostro Bollettino è in Tipografia, in avanzata fase di lavorazione, scoppia la terribile epidemia successivamente definita pandemia COVID-19 chiamata coronavirus, con inizio in Cina. La prima nazione europea a essere colpita è l’Italia. Gradualmente e velocemente i contagi dalla Lombardia dilagano in Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e, successivamente, nelle altre Regioni. Allo stesso modo sono gravemente colpite la Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Inghilterra, Svizzera... gli Stati Uniti, l’Africa.
Le persone devono obbligatoriamente restare in casa per impedire qualsiasi contatto sociale, in quanto non esistono medicine per contrastare il virus. Gli ospedali sono presi d’assalto e i medici già pensionati richiamati in servizio. Chiudono tutte le attivi e anche le celebrazioni religiose a partire da lunedì 24 febbraio 2020 devono essere sospese, in quanto è vietato qualsiasi tipo di assembramento. Ogni giorno i notiziari danno degli autentici Bollettini di guerra, con migliaia di morti, ricoveri continui e ringraziando Dio, anche molti che riescono a superare la malattia e lentamente a guarire. Queste righe trovano ancora spazio nel presente Bollettino Parrocchiale che riguarda l’anno 2019 e le scrivo in quanto, alla luce di ciò che sta avvenendo, il suo contenuto sarebbe da rivedere, soprattutto per quanto concerne la “Lettera del Parroco”. Lo farò sul prossimo numero del 2020. Desidero però che si pubblichi, a riguardo del flagello che dilaga, la stupenda e quanto mai opportuna riflessione del nostro Arcivescovo Mons. Nosiglia:
«Il Corona virus con cui dobbiamo ogni giorno fare i conti, ci sta insegnando però qualcosa di fondamentale: una società come la nostra all'avanguardia nella tecnologia, nella medicina, nelle previsioni del futuro, nell'uso smodato dei mezzi più sofisticati per la propria felicità... insomma una società che crede molto nelle conquiste della scienza e che ha fatto in questi ultimi anni in diversi campi del suo vissuto e se ne gloria perché sono frutto della sua potenza e grandezza ritenuta invincibile... viene messa in ginocchio, nel caos e nella paura, da un piccolissimo virus così come è avvenuto nell'ignorante medioevo con la peste o il colera. Dove è finito tutto il progresso della scienza e della tecnica che rappresenta il nostro orgoglio e la fonte di sicurezza assoluta, se siamo stati battuti in tutto e per tutto da una insignificante organismo che ci spaventa come un mostro invincibile e ci obbliga a cambiare radicalmente la nostra vita quotidiana?
le grandezze umane che sembrano assicurarci una vita bella e ricca di felicità sono come la torre di Babele che illudeva l’umanità di aver conquistato il cielo, in realtà sono solo all'apparenza invincibili perché esaltano con orgoglio se stesse, dimenticando il detto di Gesù: “che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde se stesso?” “E cosa potrà dare in cambio della propria anima?” (Mc. 8,36). Quanti regni e nazioni o casati ricchissimi e fortissimi dal punto di vista economico e militare, quante civiltà ricche di storia e di progresso sono caduti come la torre di Babele e sono scomparsi come la neve al sole?
La nostra società consumistica e gaudente, super attrezzata sul piano tecnologico sta attraversando uno dei suoi momenti più bui e difficili. Il virus che ci preoccupa tanto dovrebbe farci comprendere che la precarietà fa parte, della nostra vita umana, ne è il DNA che resta imperituro malgrado tutte le nostre capacità, ricchezze e scoperte. Ci insegna che dovremmo essere molto più umili e che la vita e la morte, il tempo e il futuro non ci appartengono e non ne siamo gli assoluti padroni ma c’è un di più a cui dobbiamo riferirci e a cui chiedere aiuto e protezione che è Gesù il Figlio prediletto del Padre celeste e nostro Salvatore.
Solo il suo Vangelo che apre il nostro cuore a Dio e agli altri resisterà, perché può contare sulla sua forza divina, questa invincibile ed eterna.
Donaci Signore il tuo amore in te speriamo. Le parole del salmo della Messa di domenica scorsa ci accompagnino ogni giorno per nutrire la nostra preghiera ogni giorno e ricevere quella grazia che ci permette di affrontare anche le situazioni più difficili e faticose con fede e speranza. Solo i beni spirituali del cuore che si apre a Dio e agli altri resisteranno, perché possono contare sulla sua forza divina questa invincibile ed eterna».

Anno 1909. Pluriclasse con insegnanti davanti alla Scuola Comunale di Les Arnauds.

 


MELEZET - Visita di Mons. Cesare Nosiglia

Domenica 2 agosto 2020

03/08/20

PRENOTAZIONE POSTI PER LA FESTA PATRONALE DI SANT'IPPOLITO

Nei giorni sabato 8 e lunedì 10 agosto 
dalle ore 11 alle ore 12 
e dalle ore 16,30 
alle ore 18, 

presso l'ingresso secondario della chiesa parrocchiale di S.Ippolito (in facciata, sulla destra del portone principale), si rilasciano gratuitamente i biglietti di prenotazione dei posti, per partecipare alla Messa patronale di Sant'Ippolito, che avrà luogo giovedì 13 agosto alle ore 11, presieduta da S.E. Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino e Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa, con la presenza delle Autorità cittadine.

La prenotazione si rende necessaria a motivo dei numeri limitati imposti dall' emergenza Covid-19.
Coloro che non potranno accedere all'interno della chiesa per esaurimento dei posti, potranno, tuttavia, partecipare alla Messa seguendola attraverso l'impianto microfonico predisposto dal Comune, sulla Piazza antistante, dove sono previsti circa 200 posti a sedere, anch'essi accessibili con prenotazione fino a esaurimento dei medesimi.


01/08/20

IL VESCOVO NOSIGLIA CELEBRA NELLA CHIESA DEDICATA A MARIA AUSILIATRICE

Sabato 1 agosto Cesare Nosiglia, Arcivescovo Metropolita di Torino e dal 12 ottobre 2019
 anche Amministratore Apostolico di Susa, è giunto alle 17 alla chiesa dedicata in Bardonecchia a Maria Ausiliatrice accolto dal rettore, mons. Luciano Vindrola, e dai fedeli già riuniti in preghiera.
La celebrazione eucaristica propone in quel giorno dapprima una lettura dal Libro del profeta Isaia contenente l’invito a non spendere denaro per ciò che non è pane ma piuttosto a porgere l’orecchio al Signore stabilendo con lui un’alleanza eterna. Significativo anche il ritornello del salmo “Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente”, mentre San Paolo riflette, nella Lettera ai Romani, sull’intima nostra unione a Dio per mezzo di Cristo Gesù, nostro Signore, dal cui amore non riusciranno a separarci “tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada, morte, vita, angeli, principati, presente, avvenire, potenze, altezza, profondità, né alcun’altra creatura”.
Il Vangelo di Matteo poi, con l’episodio della moltiplicazione dei pani da parte di Gesù a favore della grande folla che lo seguiva, episodio riportato da tutti e quattro gli evangelisti, riprende nuovamente il tema del pane fulcro anche dell’omelia del Vescovo.
Partendo da una riflessione di Papa Francesco, che vuole chiarirci quel “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, invocazione contenuta nella preghiera del Padre Nostro, in cui “nostro” comprende non solo noi stessi, la famiglia, gli amici ma l’intera umanità, mons. Nosiglia ricorda che tutti devono avere il necessario per vivere, con quel pane portato, su richiesta di Gesù, dagli apostoli alla moltitudine del racconto evangelico. “Con il coronavirus - prosegue - alle parrocchie, come alle varie Caritas, si sono centuplicate le richieste. Quanto è stato raccolto e dato con generosità ricorda il pane spezzato da Gesù nell’Ultima Cena, e dal sacerdote durante la Messa, distribuito poi in quella che diviene, accostata alla carità, una vera e propria agape fraterna simile al banchetto intimo con cui i primi Cristiani celebravano l’eucarestia rinsaldando la loro fratellanza. Eucarestia quindi, nutrimento dell’anima, ma anche accoglienza della persona, in ogni sua necessità, attraverso la carità”.
E al termine della celebrazione, devotamente partecipata e animata per i canti da Giacomo Mancuso, al Vescovo è stata donata una scultura della Scuola d’intaglio del Melezet molto apprezzata.
Prof.ssa Patrizia Meumann Porcellana