Nell'agosto 2011 al, Palazzo delle Feste di Bardonecchia, nell'ambito delle celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità di Italia Giancarlo Melano e Maria Luisa Tibone hanno tenuto un incontro su Il Risorgimento in diretta esaminando giornali, periodici e libelli che ne hanno scandito le tappe.
Verso il terzo decennio dell'Ottocento giornali e periodici sono in vivace fermento. L'attualità sollecita il moltiplicarsi di libri ed opuscoli che portano attenzione al momento storico, offrendone una lettura spesso immediata e provocatoria.
L'anno dei portenti, la primavera della patria come l'ha definito il poeta è il 1848. Già appare sottolineato da tante diverse pubblicazioni. Dei "Lutti di Lombardia" parlò con passione Massimo D'Azeglio; in Francia la "Rivoluzione del 1848 fu chiosata da Alphonse de Lamartine, che ne pubblicò a Torino la storia. I "Fatti di Milano" furono raccontati dal Comitato di Pubblica Difesa; la campagna di Lombardia fu ricordata da diversi militari: il colonnello Anfossi, il generale barone Eusebio Bava, l'ufficiale Maximilien Ferrero, ma anche il deputato di Felizzano Antonio Franzini che intervenne per difendere il suo operato in polemica proprio con il generale Bava. Fra gli otgani di informazione i libelli e gli opuscoli alimentano le polemiche: così accade anche nel 1849 quando interviene una Commissione d'inchiesta e poi si stila il racconto delle rivoluzioni dell'Italia "rossa". Anche la sconfitta alimenta nuove polemiche. Nel `decennio di preparazione' 1849-59, si offre l'opportunità di intervenire nella Guerra di Crimea: eccone lo scenario, narrato da resoconti immediati in diverse lingue dove per la prima volta si usano la fotografia e il telegrafo. Poi viene il dilemma: Congresso o guerra? Verrà quest'ultima e sarà raccontata ancora in diverse lingue... La questione italiana sarà affrontata, come farà D'Azeglio, tra politica e diritto cristiano e il dibattito sui poteri del papa si farà acceso, Poi viene l'epopea garibaldina e sui quattro mesi in Sicilia e in Italia intervengono personaggi diversi: citiamo soltanto il pittore e incisore Henri Durand Brager e il giornalista camicia rossa Ulric de Fonvielle. Il 1864 è l'anno del trasporto della capitale a Firenze: ecco l'inchiesta sui dolorosissimi fatti del 21 e 22 settembre a Torino.Sulla guerra del '66 sono inevitabili e polemiche. D'Azeglio considererà il conflitto prematuro e numerose critiche verranno espresse per l'infelice battaglia di Custoza.
Verso il terzo decennio dell'Ottocento giornali e periodici sono in vivace fermento. L'attualità sollecita il moltiplicarsi di libri ed opuscoli che portano attenzione al momento storico, offrendone una lettura spesso immediata e provocatoria.
L'anno dei portenti, la primavera della patria come l'ha definito il poeta è il 1848. Già appare sottolineato da tante diverse pubblicazioni. Dei "Lutti di Lombardia" parlò con passione Massimo D'Azeglio; in Francia la "Rivoluzione del 1848 fu chiosata da Alphonse de Lamartine, che ne pubblicò a Torino la storia. I "Fatti di Milano" furono raccontati dal Comitato di Pubblica Difesa; la campagna di Lombardia fu ricordata da diversi militari: il colonnello Anfossi, il generale barone Eusebio Bava, l'ufficiale Maximilien Ferrero, ma anche il deputato di Felizzano Antonio Franzini che intervenne per difendere il suo operato in polemica proprio con il generale Bava. Fra gli otgani di informazione i libelli e gli opuscoli alimentano le polemiche: così accade anche nel 1849 quando interviene una Commissione d'inchiesta e poi si stila il racconto delle rivoluzioni dell'Italia "rossa". Anche la sconfitta alimenta nuove polemiche. Nel `decennio di preparazione' 1849-59, si offre l'opportunità di intervenire nella Guerra di Crimea: eccone lo scenario, narrato da resoconti immediati in diverse lingue dove per la prima volta si usano la fotografia e il telegrafo. Poi viene il dilemma: Congresso o guerra? Verrà quest'ultima e sarà raccontata ancora in diverse lingue... La questione italiana sarà affrontata, come farà D'Azeglio, tra politica e diritto cristiano e il dibattito sui poteri del papa si farà acceso, Poi viene l'epopea garibaldina e sui quattro mesi in Sicilia e in Italia intervengono personaggi diversi: citiamo soltanto il pittore e incisore Henri Durand Brager e il giornalista camicia rossa Ulric de Fonvielle. Il 1864 è l'anno del trasporto della capitale a Firenze: ecco l'inchiesta sui dolorosissimi fatti del 21 e 22 settembre a Torino.Sulla guerra del '66 sono inevitabili e polemiche. D'Azeglio considererà il conflitto prematuro e numerose critiche verranno espresse per l'infelice battaglia di Custoza.












