Tu solo hai parole
di vita eterna».
(Gv 6,67)
Carissimi,
scrivo questa
lettera per il Bollettino Parrocchiale al termine di una mattinata, spesa a fare visita ad alcune persone anziane, alle quali ho portato la
Comunione. Ogni vol ta, da questi incontri, torno a casa edificato, in quanto gioisco nel constatare in tutti, come
la fede semplice,
schietta
e robusta, abbia
costruito e accompagnato la loro vita. Qualcuno, considerata l’età, ha smarrito
in parte la memoria
recente, ma sono rimasti vivi i ricordi della fedeltà alla Messa, ai Sacramenti e alla preghiera. La richiesta
che affiora quotidianamente,
rivolta ai figli che li assistono è proprio
quella di “andare a Messa”. Rimembranze dell’impostazione della vita, senza, però,
in questo,
poterli ac contentare
a motivo della salute malferma.
Anche le preghiere scandite durante la Comunione, attesa e ricevuta devotamente, vengono perfettamente recitate: il Confesso, il Padre nostro, l’Ave Maria; come le Giaculatorie
“Gesù,
Giuseppe, Maria vi dono
il cuore e l’anima
mia..., Dolce
cuore del mio Gesù...”. È il frutto stupendo di
una solida educazione cristiana ricevuta nella famiglia
di origine e dalla frequentazione assidua al la Messa domenicale. Tutta la vita.
È da questa fedeltà
alla Messa che deriva la ricchezza della fede e il senso di appartenenza alla
Chiesa, Essa forma come una corazza
protettiva, che
pone al riparo le coscienze
dal pericolo di ridurre la fede ad un lucignolo poco più che fumigante.





