18/06/18

Attualità (2017)


I 150 ANNI DI AZIONE CATTOLICA E LA NOSTRA ASSOCIAZIONE PARROCCHIALE
L’Azione Cattolica Italiana fondata nel 1867 si diffuse gradualmente in tutto il territorio nazionale e, apprezzata dal Papa e dai Vescovi, venne istituita in ogni Parrocchia.
Per quanto riguarda la Diocesi di Susa sappiamo che il 9 gennaio 1910, per invito del Vescovo Mons. Carlo Marozio, sorse il Comitato Donne Cattoliche.
La Federazione della Gioventù Maschile di A.C. venne fondata nel 1918 ma fin dal 1914 esisteva un Circolo a  Sant’Antonino e dal 1915 il famoso “Mario Chiri” a Susa. L’Unione Femminile di A.C. (Donne e Gioventù Femminile) nacque nel 1920. Nel 1924 il Vescovo Mons. Umberto Rossi diede incarico al Cav. Amedeo  artinacci (papà della nostra associata e concittadina Maria Pia Martinacci Bompard) di fare nascere l’Unione Uomini Cattolici che, già l’anno successivo, tra le prime Associazioni, annoverò quella di Millaures.
Amedeo Martinacci e Giuseppina Piana.
Nella nostra Parrocchia di Sant’Ippolito, poco dopo la conclusione della Grande Guerra 1915-’18, nell’anno 1921, per interessamento del Parroco don Francesco Galasso, nacquero le Associazioni Giovanili: il Circolo Maschile, “Exurge”, con la sua bandiera, ancora oggi gelosamente conservata, sulla quale sono appuntate due medaglie vinte negli anni ’60 alle gare di cultura religiosa, e quello Femminile, dedicato a Sant’Agnese, anch’esso con la sua bandiera, inaugurata da Maria Teresa Golzio (mamma di don Paolo Di Pascale) della quale fuMadrina, e probabilmente prima Presidente del Gruppo.

Quasi certamente anche le Donne Cattoliche sorsero in questo stesso anno. Pertanto l’Associazione di Bardonecchia è da annoverare tra le 19 presenti in Diocesi in questa data.

16/06/18

Vita di Bardonecchia (2017)


Da «LAVALSUSA»
- a cura di Alessia Bellet –

CRISTINA DE STEFANI, FOTOGRAFA PER PASSIONE
Cristina, più familiarmente “Cri”, come è conosciuta da tutti, cordiale e allegra, infermiera di professione, è appassionata per la fotografia e racconta le sue emozioni attraverso l’obiettivo della sua reflex. La prima mostra fotografica l’ha allestita nella sala d’aspetto del Centro oncologico ematologico subalpino presso le Molinette di Torino, con lo scopo di offrire un momento di sollievo ai malati in attesa di sottoporsi alle cure. Nel periodo di Capodanno, invece, ha realizzato una seconda mostra, tutta in bianco e nero, presso il Palazzo delle Feste di Bardonecchia, dal curioso tema: “Toccare e guardare”. Le foto non risultano fissate alla parete, bensì poste su degli appendiabiti, proprio perché tutti possano prenderle tra le mani e osservarle. Il ricavato dell’iniziativa è stato devoluto a favore di Gioia, una sedicenne di Sauze d’Oulx che, a causa di un incidente, necessita di costose cure riabilitative.
BARDOLESA, UN SUCCESSO BIS! • Sabato 28 gennaio, sulle nevi della “Campo Smith arena” si è svolta la 2ª edizione di Bardolesa. Lo spettacolo ha avuto inizio con una vera “lesa” (slitta) usata un tempo per trasportare il fieno. Nel corso della gara non sono mancati ribaltamenti e voli spettacolari. I concorrenti hanno dato libero sfogo alla fantasia realizzando notevoli creazioni, tra cui si sono distinti: una macchina monoposto, un camion dei vigili del fuoco, un divano, una cella con prigionieri, un furgoncino hippie, un bar, diverse barche e navi. Il primo premio è stato aggiudicato a “I Bifolki” con una lesa composta da due sedie sdraio e una tavola da surf. I premi sono stati forniti dalla generosità dei commercianti di Bardonecchia.

15/06/18

NEI BORGHI (2017)



“NATALE NEI BORGHI”
26/27/28 dicembre 2017 – LES ARNAUDS - MELEZET - MILLAURES
Anche quest’anno Les Arnauds, Melezet, Millaures e in particolare le loro splendide chiese hanno offerto un palcoscenico naturale all’evento “Natale nei borghi”, un’iniziativa voluta dall’Amministrazione Comunale nell’ambito di un progetto più ampio e complesso di valorizzazione della nostra identità alpina, che muove dal desiderio primario di far conoscere e far rivivere il territorio, portando animazione ed eventi nei borghi antichi da offrire anche al turista più frettoloso e distratto come esperienza emotiva e di contatto profondo con la nostra cultura alpina e i suoi monumenti,
Il gruppo dei Parenaperde “Sunadur”
Il viaggio natalizio nei borghi di Bardonecchia è iniziato il 26 dicembre a Les Arnauds nella chiesa, gremita, di San Lorenzo con “C’era una volta... Natale” della Compagnia Fucina Bonacci, uno spettacolo di animazione teatrale per bambini, in cui grandi e piccini, condotti per mano da Babbo Natale e il suo elfo, sono diventati protagonisti di divertenti avventure alla scoperta delle origini del Natale e del segreto della sua essenza.
Si è poi proseguito, il 27 dicembre, nella chiesa di S. Antonio a Melezet, con il concerto del gruppo Parenaperde “Sunadur” dell’Alta Valle Dora, alla scoperta di suoni antichi e di storie narrate. Il noto e apprezzatissimo gruppo musicale originario dell’Alta Valle Susa ha proposto brani di musica tradizionale delle nostre vallate e di quelle francesi, balli, canti popolari in lingua occitana, motivi scherzosi e storie di personaggi di un tempo riscoperti e riproposti con la partecipazione di Giorgio Ferraris, Massimo Falco, Alberto Dotta e Simone Del Savio.
Di nuovo grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico e grande apprezzamento di tutti per la cura, l’amore e il rispetto con cui da sempre i “Parenaperde” conservano e tramandano melodie e storie della nostra Valle.

28/05/18

Bardonecchia e le sue frazioni - 2017

E' in distribuzione il nuovo Bollettino Parrocchiale
 


È UN MONDO CHE CAMBIA
«... ero forestiero e mi avete ospitato ...
ogni volta che avrete fatto queste cose a
uno di questi fratelli più piccoli, l’avrete
fatto a me». (Mt. 25,35.40)

Carissimi,
quello dell’immigrazione è un fatto che si ripete nella storia, anche se con coloriture diverse. Se volessimo fare un discorso completo bisognerebbe partire a ragionare con i migranti biblici: Abramo con la sua famiglia che migra da Ur; Mosè, con il popolo da lui guidato, migra dall’Egitto verso la Terra Promessa, e così via.
Ma, senza disturbare tempi così lontani da noi, basti pensare alle migrazioni degli anni ’60, compiute dagli stessi italiani, sia all’interno dell’Italia che all’estero.