21/10/20

Le Frazioni - Bollettino 2019

 

Carissimi,

eccoci, ancora una volta, a questo annuale appuntamento con il bollettino. Devo sempre grande riconoscenza a don Franco che ci ospita nelle pagine della sua annuale pubblicazione che è una preziosa e attesa sintesi di un anno di vita religiosa e civile in Bardonecchia e quindi anche delle nostre piccole frazioni. Da soli, lo avevo già sottolineato altre volte, non potremmo sostenere una nostra pubblicazione, proprio per il numero limitato delle copie.

L’evento principale nella vita della nostra chiesa locale è stato il cambio del vescovo. Mons. Alfonso Badini Gonfalonieri, al compimento dei 75 an- ni ha rassegnato le dimissioni, come prescritto dalla legge, dimisssioni accolte dalla S. Sede e il Papa ha designato S.E. Mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, Amministratore Apostolico della Diocesi di Susa. Questo significa che la Diocesi rimane, per ora, nella sua integrità con un unico vescovo insieme a Torino. Abbiamo già avuto modo di incontrare il nuovo vescovo, che in questi primi mesi non si è risparmiato con visite alle parrocchie della diocesi e a varie istituzioni. Lo abbiamo così conosciuto pastore sollecito e paterno, attento alle realtà locali, affabile nel contatto con le persone. Noi avremo l’onore e la gioia di incontrarlo a Melezet il Sabato 18 luglio, avendo di buon grado accettato di partecipare alla nostra festa dello Scapulaire.

Il nostro nuovo pastore: 
S. Ecc. Mons. Cesare Nosiglia.

A Mons. Alfonso Badini Confalonieri va la nostra riconoscenza per i quasi 20 anni di episcopato che lo hanno visto partecipare a tante nostre iniziati- ve, come il bollettino ha puntalmente registrato. Ha scelto di abitare a Bardonecchia nella villa di famiglia e lo abbiamo già avuto il giorno della festa patronale di Melezet e ancora avremo modo di averlo tra noi in altre occasioni, data la sua disponibilità.

Il bollettino riporta in sintesi gli eventi che hanno ritmato questo ultimo anno, e non starò a ripetermi, la nostra vita trascorre con serenità nelle sue varie dimensioni e nel succedersi delle stagio- ni. Non abbiamo certo risolto tutti problemi materiali e spirituali, alcuni come il salvataggio della Cappella del monte Tabor sono ancora in gestazione, ma vorrei rassicurare tutti che anche questo grave problema è seguito e speriamo di giungere presto a una soluzione positiva.

Per quanto riguarda la mia persona, gli anni vanno avanti... ma riconfermo la mia volontà di andare avanti, pur con qualche limitazione, fino a quando il Signore vorrà e voi mi accetterete, con tutti i mei difetti, non negandomi l’aiuto necessario nel mio ministero. Con questa speranza vi saluto con l’affetto di sempre. Pregate per me!

don Paolo

NOTIZIE DAL MUSEO

 Museo di Arte Religiosa Alpina

NuOVA VItA ALLE OPERE E VECChIA VItA DI PAESE

L’esposizione fotografica inaugurata al Museo il 20 luglio di quest’anno in occasione della Festa dello Scapulaire è nata con l’intento di far conoscere storie di vite passate, riscoprire il valore della tradizione e della memoria dei nostri luoghi.

44 stampe di vita quotidiana, scattate tra la fine del ’800 e i primi anni del ’900, selezionate tra altre centinaia, sono state presentate all’interno del Museo di Arte Religiosa Alpina e per le vie del paese.

L’esposizione vuol essere un racconto che presenta testimonianze preziose di vita passata del Melezet, immaginato e realizzato con l’intento di creare un percorso di approfondimento di una parte della storia del nostro paese, ormai nota solo a pochi: foto di uomini, donne e bambini, che non abbiamo conosciuto e di cui forse, non abbiamo mai sentito parlare.

Si tratta di un materiale fotografico, storico, di grande valore, che racconta uno stile di vita molto diverso dal nostro e ormai perso nel tempo.

Uno spaccato di vita comunitaria, di religiosità e di ambienti che sottolineano l’unione che questa gente aveva con la propria terra.

Le stampe spaziano dalla foto di gruppo per il matrimonio, a quella per la comunione, alla festa per il carnevale, al militare in divisa prima di partire per il servizio di leva, alla festa per i 40 anni dei coscritti e molto altro. Volutamente non si è dato un tema preciso all’esposizione: si è preferito raccontare situazioni diverse, con la speranza di poter ripetere il tutto in un futuro prossimo, proponendo un argomento particolare.

Il racconto fotografico diffuso è stato visitabile in paese e in Museo fino ai primi mesi del 2020, dopo di che le stampe sono state esposte in veste di mostra permanente presso la sede dell’Assomont, alla vecchia scuola del Melezet.

L’esposizione si è realizzata grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale che, da sempre attenta al valore della storia, della tradizione e della memoria dei nostri luoghi, ha deciso di contribuire attivamente ed economicamente alla sua realizzazione.

Il tutto è stato reso possibile grazie all’idea e all’operato dei Volontari del Museo, alla Direzione del Museo Diocesano di Susa e grazie alla preziosa collaborazione delle tante famiglie che hanno messo a disposizione i propri archivi.

Wanda Nuvolone


AMIAMO LA NOSTRA CHIESA


 Che bella!” È la frase, che più si sente pronunciare da quanti vengono a visitare la nostra chiesa di Melezet.

E sì è proprio bella! La nostra parrocchia fu costituita come ta- le nel 1487 e la chiesa fu costruita tra il 1694 e il 1698 al posto di una precedente chiesa distrutta da un incendio.

Entrando il nostro occhio è attratto dalla figura di Gesù Crocifisso, quasi innalzato tra Cielo e Terra, e che invita a considerare se c’è un dolore grande come il suo.

Ed ecco l’Altare con sovrastante la figura dell’Eterno Padre circondato dagli angioletti.

Ammiriamo ora il quadro dell’altare che rappresenta quasi una conversazione tra S. Antonio e la Vergine Maria.

S. Antonio allarga le mani e si rivolge con fiducia a Maria che tiene fra le sue braccia Gesù e stende la mano verso lui ad esaudire la sua richiesta di aiuto e protezione; completa il quadro un possente Angelo vestito di bianco con lo sguardo rivolto verso il cielo e punta il dito verso la chiesa di Melezet che si intravede al fondo. Sopra la cornice si libra in volo la colomba simbolo dello Spirito Santo.


Veniamo ora agli altari laterali un tempo utilizzati dalle Confraternite. L’altare di destra reca un dipinto di S. Antonio Abate; quel- lo di sinistra è dedicato alla Madonna del Santo Rosario con S. Domenico, Bernardino e altri Santi.

Sulla parete di sinistra un quadro raffigura S. Anna madre di Maria.

Nel lasciare la chiesa non dimentichiamo di rivolgere il nostro saluto a Gesù sempre presente nel Tabernacolo!

Vittorio Massignan