01/06/16

Bollettino 2015 - Lettera del Parroco

Fresco di Stampa il Bollettino 2015

Avvicinatevi a Lui, pietra viva...
e voi pure, come pietre vive, costruitevi
in modo da formare una casa spirituale...» (1 Pt. 2,4-6)

Carissimi,
è passato un altro anno e, fedeli al nostro appuntamento, il Bollettino Parrocchiale si presenta ai suoi lettori e a coloro che lo apprezzano, per portare la sua voce amica e una buona parola di incoraggiamento a tutti.
Nella prima parte, questa pubblicazione, riassume la “Vita della Parrocchia”, con le sue iniziative e attività che, in buon numero, si ripetono pressoché uguali, in quanto fanno parte delle nostre tradizioni. Sono l’ossatura della Parrocchia, sorte gradatamente dai tempi immemorabili e che, se vissute con interiorità, ancora oggi continuano ad arricchire la fede.

Tra queste segnalo le celebrazioni estive alle Cappelle di montagna, che vogliono essere dei brevi pellegrinaggi, aventi come mèta le chiesette incastonate tra il verde dei pini e dei larici, poste a protezione delle Borgate e dedicate alla Madonna oppure ai Santi. Nel corso dell’ultima estate è maturata la proposta del “Percorso dei pellegrini verso le Cappelle di montagna” con le “Credenziali del pellegrino”, sulla falsa riga delle Credenziali del Camino di Santiago di Compostela e della Via Francigena. Ai pellegrini che, partendo dalla chiesa parrocchiale, raggiungono a piedi e in gruppo, con tappe di preghiera lungo il percorso, le varie Cappelle, il giorno della festa, al termine della celebrazione è posto il timbro di partecipazione che, a fine estate, dà diritto al rilascio della “Pergamena del pellegrino”. Con soddisfazione ho constatato che, assieme agli adulti, ha aderito un nugolo di ragazzini che, solitamente, negli anni trascorsi non era presente.
La Cappella di San Giacomo alle Grange Frejus si è rivelata una delle più gettonate in quanto fresca di restauro e pronta per essere inaugurata e benedetta. Il sacro edificio, la cui costruzione risale alla fine del ’600, si è tornato a mostrare come doveva apparire in origine, con la bella cancellata lignea in facciata e il tetto con copertura di lose.
Ora, tutte le Cappelle del capoluogo sono splendidamente restaurate e appaiono curate, rinnovate e luminose. Ed è importante che sia così per vari motivi: innanzi tutto per dare a Dio, il più possibile, le primizie e il bello, non gli scarti, la sciatteria o la trascuratezza; in secondo luogo come gesto di rispetto per chi ci ha preceduto e, a suo tempo, ha innalzato questi edifici a costo di enormi privazioni; in terzo luogo perché siano testimonianza credibile della nostra fede davanti a una società che, almeno in parte, l’ha smarrita, e possano fare da richiamo ai gitanti per una sosta, una riflessione spirituale e, magari, una preghiera.
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Sicuramente è più facile restaurare le chiese “fatte di pietra” che non agire sulle “pietre vive” che sono gli animi umani. È sufficiente un bravo architetto, delle imprese edili, di falegnameria, di decorazione, delle indispensabili coperture finanziarie, e la cosa è fatta. Assai più complicato realizzare l’invito a costruire la chiesa fatta di “pietre vive”, cioè di anime che orientino a Gesù la vita. Eppure è questa la cosa più necessaria, perché chi trova Lui trova tutto. È l’appello che ripetutamente viene dal Vangelo: « ... è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!
» (Lc. 9,35).
Vi è tutta l’intensità dell’amore di un padre verso i suoi figli in quell’«ascoltatelo». Quasi a dire... ascoltami perché ti voglio bene... ascoltami perché ho a cuore la tua vita... ascoltami e vedrai che riempirai la tua vita di bene...Ma, com’è difficile arrivare a porre questa raccomandazione nell’animo umano!
Tutti, piccoli e grandi, hanno tanti interessi, buoni senz’altro, che però distolgono dall’amicizia con Gesù. C’è tempo per tutto... ma Lui, poveretto, è sempre l’ultima ruota del carro. “Non ho avuto tempo”... è questo ciò che solitamente sento dire.
Dove “ascoltare” Gesù se non alla Messa ogni domenica? È lì che, domenica dopo domenica, si impara ad ascoltare la sua voce e a capire che è davvero la voce amica, tra innumerevoli altre voci che vengono dal mondo, spesso da parte di falsi maestri di vita, che ingarbugliano il cammino dell’esistenza. A questo riguardo gli esempi da portare non mancherebbero.
Trascurare la Messa domenicale è, in fondo, farsi del male da soli, o, per lo meno, privarsi del bene. Talvolta sento dire: «... sa quella persona frequenta il buddismo ... quell’altra, dopo un viaggio in India, si rifà alle filosofie induiste»... e così via. Soffro per queste cose, ma rifletto e dico a me stesso: «... per forza, Gesù non lo conosceva ... non ha mai ascoltato la sua voce ... non l’ho mai vista alla Messa alla domenica». Sant’Agostino, a Milano, ha iniziato a sentire la voce di Gesù, alla domenica, andando ad ascoltare il Vescovo Sant’Ambrogio, trovando
in questo modo la luce che cercava per illuminare la sua vita.
* * *
Possa l’Anno Santo della Misericordia additare la strada che conduce a Gesù e alla Chiesa da lui fondata! Una Chiesa spesso combattuta, criticata, osteggiata, facendo di ciò che è negativo “di tutta l’erba un fascio”, con una tendenza a seminare diffidenza e a porre i fedeli contro i loro pastori. A questa Chiesa così combattuta e giudicata, Gesù ha affidato il deposito della sua Parola e la vitalità dei suoi Sacramenti.
L’Anno Santo ha come simbolo principale quello di varcare la Porta Santa, dove la Porta è il segno di Gesù che di se stesso nel Vangelo afferma: «Io sono la porta e chi per me passerà sarà salvo» (Gv. 10,9). Varcare la porta è il segno esterno della volontà di porre la nostra vita nelle sue mani. Una fiducia ben riposta perché Lui non delude, non inganna, ci assiste e ci «guida sui pascoli ubertosi» (Salmo 22). Il segno della Porta Santa è il passaggio conclusivo di un cammino che ha nel Sacramento della Confessione il suo appuntamento fondamentale, a tu per tu con l’Amico Divino, con colui che non condanna, accoglie, incoraggia, perdona, ridà fiducia e afferma “ben tornato a casa”!
Maria Madre di Misericordia aiuti l’umanità a non smarrire il giusto cammino della vita e interceda presso il suo Figlio affinché tutti possano ascoltare la sua voce che conduce a una vita piena e dal tono elevato.
Con viva cordialità.
Il Parroco

Don Franco Tonda
Le Edizioni Integrali dei bollettini arretrati sono nella Pagina "Bollettini Parrocchiali"