18/02/07

IL RIORDINO DELL’ARCHIVIO (2006)


IL RIORDINO DELL’ARCHIVIO
DELLA PARROCCHIA DI BARDONECCHIA
«Fermatevi sulle strade e guardate, informatevi circa i sentieri
del passato, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete
 pace per le vostre anime» (Gen. 6,16). 
[foto Giorgio Elia]
LAVALLE DI SUSA è da alcuni anni oggetto di interesse non solo per le sue bellezze naturali, che la pongono in primo piano nell’ambito delle mete turistiche estive ed invernali, ma anche per il ricchissimo patrimonio culturale che può offrire.
In quest’ultimo ambito si inseriscono anche gli archivi che le comunità laiche e religiose hanno conservato per secoli, che oggi meritano da un lato di essere posti in sicurezza, per evitarne la dispersione, dall’altro di essere valorizzati, perché le nuove generazioni possano conoscere, comprendere ed apprezzare l’opera dei propri predecessori. La Regione Piemonte ha da alcuni anni messo a disposizione finanziamenti che hanno consentito di procedere con il recupero e l’inventariazione di molti fondi archivistici valsusini, fra i quali quello del Comune di Bardonecchia, riordinato nel 1997, e, più recentemente, quelli degli archivi delle parrocchie della sua conca: Melezet, Millaures, Les Arnauds e Rochemolles. Questi ultimi, attualmente depositati presso l’Archivio Storico Diocesano di Susa, ente che ne ha curato il riordino, sono a disposizione sia degli studiosi, sia degli appassionati di genealogia, che frequentano abitualmente la sala studio dell’Archivio. Nel corso del 2006 si è anche proceduto al riordino dell’Archivio della parrocchia di Bardonecchia, completando così l’intervento su un’area omogenea.
Per riordinare un archivio secondo criteri scientifici si devono affrontare diverse fasi di lavoro. Innanzitutto visionare i documenti che lo compongono: insieme ai registri anagrafici, facilmente identificabili, si conservano anche carte sciolte che documentano la storia della parrocchia e dei suoi sacerdoti nel corso del tempo, oltre che la vita della comunità intera. Ogni documento o registro viene schedato tramite un programma informatico specifico, per poi essere organizzato secondo criteri dettati da una normativa stabilita a livello internazionale e, infine, sistemato dentro cartellino e faldoni riportanti una collocazione che consentirà a chi utilizza il materiale di prenderlo e di riporlo rispettando la giusta successione delle carte. Chi intenderà consultare i documenti avrà a disposizione un inventario a stampa nel quale sono descritti i fascicoli: in questo modo potrà anche visionare con maggiore chiarezza quali quesiti possono trovare risposta nelle carte di un archivio parrocchiale.
Vediamo, quindi, brevemente quali documenti sono presenti nell’archivio di Bardonecchia. Innanzitutto possiamo definirne gli estremi cronologici, che sono compresi fra il secolo XIV e il 2005.
Il documento più antico, risalente appunto al Trecento, è una pagina di codice medievale in pergamena che fu riutilizzata come coperta di un volume: questo materiale, infatti, essendo molto resistente, veniva spesso reimpiegato per questi scopi. I registri parrocchiali datano a partire dal 1546, una data assai remota, che testimonia il fatto che i parroci di Bardonecchia si impegnarono a tenere una anagrafe parrocchiale ancor prima che questa prassi divenisse obbligatoria a seguito dei dettami del Concilio di Trento (1542-1564). Fra i documenti più antichi figura anche una supplica che gli abitanti di Bardonecchia rivolsero al governo francese per ottenere l’esenzione dalle tasse, a seguito della diffusione della peste: siamo, infatti, nel 1632, e da due anni infuriava una delle più tremende epidemie che la storia ricordi, che a Bardonecchia miete 739 persone, salvandone appena 311.
Continuando questa breve panoramica sui contenuti dell’archivio parrocchiale possiamo ancora soffermarci sulla sezione dedicata alla “Fabbriceria”, ossia sui documenti che riguardano i lavori di manutenzione, restauro e abbellimento della chiesa. Essi datano a partire dal 1831 e sono costituiti da note contabili per lavori effettuati alla chiesa e al suo campanile e per l’acquisto degli arredi. In particolare si evince che vi furono tre importanti interventi sull’edificio, il primo negli anni 1888-1889, cui ne seguì un altro tra il 1934
e il 1944, durante il quale fu rifatto anche il tetto, e il terzo tra il 1957 e il 1967, che comportò pure l’ampliamento della chiesa.
Una sezione dell’inventario, infine, è dedicata alle cappelle presenti sul territorio: in essa troviamo i registri sui quali è riportata la contabilità per la loro gestione, oltre ai documenti relativi ai Priori cui erano affidate e a quelli inerenti i lavori di manutenzione necessari per poterne svolgere l’attività di culto. Completano, infine, l’inventario pochi fascicoli di carte appartenute alle famiglie Agnès e Suspize, risalenti rispettivamente ai secoli XVIII e XIX.
Naturalmente l’archivio parrocchiale riserva ancora molte altre sorprese a chi vorrà consultarlo: ogni documento si presta a molteplici possibilità di ricerca e di interpretazione, starà a ciascuno di noi cercare in ciascuno di essi le risposte ai nostri quesiti.
Laura Gatto Monticone